Casse vuote, Roma aspetta il Governo

Palazzo Chigi rassicura: «In arrivo un decreto, operativo da subito». Il sindaco Ignazio Marino: «Voglio soluzioni strutturali che permettano a Roma di svolgere il proprio ruolo di Capitale» di Christian Giorgio

Arriva durante la direzione del Partito democratico, a metà pomeriggio del 27 febbraio, la rassicurazione del primo ministro Matteo Renzi: «Domani il decreto “Salva Roma” va in Consiglio dei ministri e verrà approvato». Una buona notizia per le casse della Capitale, che solo attraverso la decretazione governativa potrà evitare il fallimento, e per il sindaco Marino che in mattinata aveva alzato le barricate minacciando di «bloccare la città». Ma nonostante la questione del risanamento del debito, almeno teoricamente, sembra essersi risolta, nubi scure si addensano nel cielo dei due ex colleghi sindaci dopo le esternazioni di Marino alla trasmissione radiofonica “Mix24”: «Le persone dovranno attrezzarsi, fortunati i politici del palazzo che hanno le auto blu, loro potranno continuare a girare, i romani invece no».

Le parole del sindaco hanno provocato «l’irritazione di Palazzo Chigi» che, attraverso diverse fonti, ha comunicato di essere a lavoro «per risolvere con urgenza un problema non creato da noi». La tensione, intanto, correva sul filo del telefono tra il Campidoglio e la stanza del premier. È stata definita «energica» la telefonata tra Renzi e Marino che ha poi dichiarato: «Il primo ministro mi ha assicurato che domani avremo un nuovo decreto subito operativo. Direi che non si deve chiamare “Salva Roma” ma “Onora Roma”. Non voglio soluzioni temporanee – ha continuato Marino – o danaro per riparare qualche buca, ma soluzioni strutturali che permettano a Roma di svolgere il proprio ruolo di Capitale d’Italia».

28 febbraio 2014

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