Catecumeni, da strade diverse in cammino verso la fede

Celebrato il rito dell’elezione di 89 uomini e donne, che nella notte di Pasqua riceveranno i sacramenti dell’iniziazione. Monsignor Lonardo: «Per alcuni, decisione difficile. Ma questo non li ha fermati» di Elisa Storace

«Gesù Divin Salvatore, Gran Madre di Dio, Nostra Signora del Suffragio, Nostra Signora di Guadalupe, S. Anselmo, S. Alfonso Maria de’ Liguori, S. Carlo da Sezze…». Sono state più di settanta le parrocchie della diocesi nominate, sabato 8 marzo, durante il rito dell’Elezione e dell’iscrizione del nome dei catecumeni. Alla solenne celebrazione, svoltasi come ogni anno nella basilica di San Giovanni in Laterano e quest’anno presieduta dall’arcivescovo vicegerente, monsignor Filippo Iannone, hanno infatti partecipato 89 catecumeni, quasi tutti provenienti da una diversa parrocchia o cappellania universitaria di Roma.

A iscrivere il proprio nome nel libro degli eletti, uomini e donne arrivati alla fede da molte strade, spesso impervie: «Qualcuno – racconta monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio catechistico e Servizio per il catecumenato -, soprattutto fra quelli che vengono da Paesi di tradizione musulmana, quando ha detto in famiglia che intendeva avvicinarsi alla fede cristiana è stato picchiato, altri sono stati cacciati di casa, altri hanno dovuto scappare. Ma questo – aggiunge – non ha impedito loro di seguire Cristo e, oggi, di chiedere per sé i sacramenti dell’iniziazione cristiana».

C’è chi, come l’iraniana Afareen (il nome è di fantasia), ha dovuto chiedere asilo politico in Italia perché in Iran, dove la conversione alla fede cristiana è vietata per legge, la polizia stava per arrestare lei e i suoi familiari. Ma c’è anche chi, come Maria (anche in questo caso il nome è fittizio) si è avvicinata alla fede per percorsi a noi più vicini, e oggi, avendo seri problemi di salute, ha chiesto al proprio medico di farle da madrina: «Attualmente – scrive in una testimonianza – ho seri problemi ai reni e spero di subire presto il trapianto. La mia madrina sarà il mio medico, Teresa, che è stata per me una testimone della fede, e il mio padrino sarà Mario, un volontario della Casa della Carità».

Una celebrazione, quella dell’iscrizione del nome, che, spiega monsignor Lonardo, arriva dopo un lungo itinerario spirituale: «La Chiesa chiede ai catecumeni circa due anni di cammino. Per far decantare l’emotività iniziale, per potergli dare una formazione alla fede e per permettergli di iniziare a vivere l’esperienza liturgica per gradi: come gli dico sempre, “poi siete cristiani per tutta la vita e con Dio non si scherza”». A ognuno, continua, «si chiede una conversione: se sono conviventi, ad esempio, gli si chiede di maturare piano piano la scelta del matrimonio, perché essere cristiani significa soprattutto vivere come tali».

E di conversione parla la storia di ciascuno di questi adulti che, durante la prossima veglia di Pasqua, riceveranno battesimo, cresima ed eucaristia. Come, splendida per la forza salvifica che comunica, quella di Chiara Luce, “nuovo nome” scelto da una giovane donna romana per il suo prossimo battesimo. «Io vengo da una famiglia di testimoni di Geova – racconta – ma quand’ero ancora al liceo sono stata prima “segnata” e poi “disassociata”, per aver avuto un rapporto sessuale con il ragazzo con cui stavo. Quando rimasi isolata (i membri della Comunità non possono avere contatti con i disassociati) per me iniziò un periodo veramente buio: alcol, droga, depressione, bulimia. Quindi mi avvicinai al buddismo e lo praticai per nove anni. Finché – ricorda – non ebbi un aborto spontaneo. A quel punto entrai in crisi, mi sentii sola al mondo, pensai anche al suicidio. Fu allora che pregai per la prima volta: chiesi al Signore di farmi sapere se c’era. Quel giorno stesso una ragazza, che oggi è la mia madrina, mi convinse ad andare ad Assisi, al corso Zero-Alfa. Il mio cammino di fede – conclude – è iniziato lì, e ogni giorno prosegue nella certezza che Dio ci ama uno ad uno, e, ad uno ad uno, vuole scrivere i nostri nomi sul libro della salvezza».

10 marzo 2014

Potrebbe piacerti anche