Chiesa degli artisti, da luglio il restauro

I lavori saranno finanziati dai proventi raccolti tramite l’iniziativa “Gli Orti per l’Arte”. Previsto un duplice intervento: volta e tamburo della chiesa e l’affresco, del Baciccio, nella sacrestia di Mariaelena Finessi

Recuperare il patrimonio artistico del Bel Paese grazie alla vendita di verdura. L’idea, alquanto bizzarra è nata tre anni fa attorno al Gobbo di Rialto, statua del XV secolo che si affaccia in Campo San Giacometto, lo storico mercato veneziano: a finanziarne il restauro è stata infatti la vendita di insalate in sacchetto «Gli Orti di Venezia», marchio di proprietà di Paolo Tamai. Dalla città dell’acqua l’innovativo progetto giunge ora a Roma. Questa volta a essere restaurata sarà la chiesa di Santa Maria in Montesanto, meglio nota come Chiesa degli Artisti.

La stupenda basilica di piazza del Popolo, considerata «gemella» della vicina chiesa di Santa Maria dei Miracoli – grazie alla maestria degli architetti Carlo Fontana e Gian Lorenzo Bernini che vi lavorarono rendendo possibile, dal punto di vista architettonico, l’illusione ottica -, sarà infatti restaurata grazie alla vendita delle insalate «Bonduelle». L’intervento sarà duplice, prevedendo sia il restauro della volta e del tamburo della navata della chiesa, sia il restauro della volta della sacrestia affrescata con la grande raffigurazione della «Gloria di angeli con strumenti della Passione» attribuita a Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio.

L’iniziativa «Gli Orti per l’Arte», presentata alla stampa il 26 giugno, prenderà il via nella seconda settimana di luglio e dovrebbe concludersi ai primi di ottobre: un arco di tempo in cui la chiesa resterà chiusa. Si tratta di un recupero molto importante, come sottolinea l’architetto Paolo Portoghesi, «in quanto questa chiesa, come la sua “gemella”, è uno degli edifici che più incidono sull’immagine di Roma», messa com’è al termine del Tridente mediceo, affacciata sulla piazza del Valadier: prima visione della Città Eterna per i viandanti che arrivavano dal Nord. Una soluzione geniale, ideata dall’architetto Carlo Rainaldi.

«Inizialmente piatto però – spiega ancora Portoghesi – il progetto ebbe poi uno sviluppo interessante anche perché fu chiamato Carlo Fontana che, con Mattia De Rossi e la supervisione di Bernini, realizzò la parte superiore della chiesa di Santa Maria in Montesanto a dare l’idea di dinamicità alla struttura». Non più legati all’idea di un mondo statico, «nella Roma barocca del Seicento è infatti coltivata la simmetria nell’asimmetria e viceversa, quale segno di vitalità e suggerimento dell’invisibile attraverso il visibile, in un periodo in cui anche la filosofia riflette sull’infinito». Attualmente «non ci sono documenti per risalire con esattezza alle attribuzioni – precisa l’architetto – solo con l’analisi stilistica si può ipotizzare di chi sono le singole parti».

Quello che però conta è che la basilica di Santa Maria in Montesanto sia rimasta indenne da rimaneggiamenti successivi. Ora l’intervento di restauro finanziato da Bonduelle la restituirà in tutta la sua bellezza originaria, ripulita dallo sporco e con i suoi colori autentici. A pensare al recupero di questo gioiello del Barocco, «crocevia di arte e fede», come ricorda il rettore don Walter Insero, è stata la veneziana Fondaco che, dal 2005, elabora soluzioni imprenditoriali per salvare opere del patrimonio culturale. «Fino a oggi abbiamo portato a termine 45 restauri, coinvolgendo sia grandi aziende che piccole imprese», ricorda il presidente Enrico Bressan. Nei prossimi mesi, dunque, i consumatori potranno finanziare il restauro della bellissima chiesa romana con l’acquisto della nuova linea di «insalate dedicate», sulla cui confezione sarà ben visibile il logo dell’iniziativa.

27 giugno 2013

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