Ciclo di incontri sulle collettività immigrate

Al via l’iniziativa di Caritas diocesana, Camera di Commercio e Provincia di Roma presso la sede di Radio Vaticana. Primo appuntamento sulla comunità polacca nella Capitale di A. C.

Giovedì 31 marzo, presso la sala conferenze di Radio Vaticana, alle ore 17, il primo di una serie di incontri dedicati alle collettività di immigrati a Roma, con l’introduzione di padre Federico Lombardi. Questa iniziativa, promossa dalle organizzazioni cui fa capo l’Osservatorio Romano sulle Migrazioni (Caritas diocesana, Camera di Commercio e Provincia di Roma), si propone di presentare questi gruppi nazionali che ormai costituiscono parte strutturale del tessuto sociale della Capitale e dell’intera area romano-laziale.

Gli incontri sono imperniati sul più ampio coinvolgimento non solo delle realtà istituzionali, sociali e religiose (a partire dai cappellani degli immigrati, coordinati dalla Fondazione Migrantes), ma anche delle strutture collegate a queste stesse collettività, dalle ambasciate alle associazioni, dagli imprenditori ai mediatori culturali, ai giornalisti e così via.

L’incontro di apertura è dedicato alla Polonia, di cui, nella ricorrenza del 150° anniversario dell’unità d’Italia, va ricordata la partecipazione a diverse iniziative del Risorgimento e, durante le tragiche vicende della seconda guerra mondiale, l’apporto che il II Corpo d’Armata polacco diede per sfondare la “linea Gustav” e, quindi, la “linea Gotica” per liberare Bologna, a costo di 4mila morti e 9mila feriti.

Questi soldati erano poco più di 100mila, all’incirca tanti quanti sono adesso gli immigrati polacchi, dei quali un quinto è concentrato nell’area romana. Pur rappresentando l’ottava collettività per consistenza numerica e pur essendo l’Italia molto amata dai polacchi, come attestano diverse indagini, il nostro paese non sta in cima alle preferenze dei migranti di Varsavia e dintorni che, avendo fruito di un’ottima formazione, si indirizzano altrove (ad esempio in Gran Bretagna) per trovare più significativi sbocchi professionali. La collettività polacca, nella quale le donne incidono per il 70%, è uno dei casi più significativi del cosiddetto “spreco dei cervelli” e, ciò nonostante, si tende ancora a inquadrarle sempre come collaboratrici domestiche.

L’inserimento di questa collettività è pacifico e fruttuoso: sono circa 11.000 gli studenti e altrettanti i polacchi che hanno acquisito la cittadinanza italiana, specialmente a seguito dei matrimoni misti di donne polacche con italiani. A Roma la collettività dispone di diverse strutture istituzionali (l’Accademia e l’Istituto di cultura, ad esempio), di realtà culturali e associative e di una rete pastorale ramificata che ha il suo centro nella chiesa di San Stanislao in via delle Botteghe Oscure.

I problemi, tuttavia, non sono pochi se si inquadra la situazione attuale nell’ottica di un miglioramento economico, occupazionale, socio-culturale e religioso, e ciò riflette quanto sta avvenendo a livello più generale in Italia. Su questi aspetti è stata predisposta dai redattori del “Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes” una scheda con dati aggiornati che sarà distribuita ai partecipanti durante l’incontro.

Il nutrito programma dell’incontro prevede l’intervento di vari relatori polacchi e italiani, mentre a chiudere i lavori sarà il console della Polonia a Roma, Jadwiga Pietrasik.

30 marzo 2011

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