Continua l’ondata di violenza nelle scuole

Nel mirino degli attivisti, altri tre istituti: Galilei, Azzarita e Alberti. Gli inquirenti hanno aperto un fascicolo. L’ipotesi di reato è «apologia del fascismo». Il sindaco Alemanno: «Gesto violento e puerile» di Lorena Leonardi

Dopo l’episodio di ieri, con l’irruzione di una ventina di studenti di Blocco studentesco, gruppo giovanile di Casa Pound, ai licei Mameli e Giulio Cesare, nuovo blitz oggi, 24 ottobre, da parte degli attivisti che, armati di fumogeni, hanno assaltato tre scuole della Capitale: il Galilei, l’Azzarita e l’Alberti.

I quindici manifestanti di Lotta studentesca che sono piombati al Galilei, in viale Manzoni, hanno esposto uno striscione recante il messaggio «Più potere agli studenti» e hanno poi distribuito volantini: la protesta, nel corso della quale è stato acceso un fumogeno, è durata pochi minuti. Sul posto sono poi intervenuti i poliziotti e i carabinieri, che hanno provveduto ad identificare un paio di ragazzi, prima che le lezioni, all’interno dell’istituto, potessero riprendere il loro regolare svolgimento.

Altri esponenti della stessa organizzazione si sono recati davanti ai licei Azzarita, nel quartiere Trieste, e Alberti all’Eur, ma gli assalti, che gli organizzatori tengono a definire «non violenti», sono falliti. Gli inquirenti della procura di Roma rimangono, intanto, in attesa di una informativa della Digos in relazione ai blitz avvenuti tra ieri e oggi e apriranno, quindi, un fascicolo di indagine per formulare le varie ipotesi di reato: in queste ore gli investigatori stanno visionando le immagini delle azioni di protesti per tentare di individuare gli altri autori delle irruzioni.

Sulla vicenda è intervenuto il Partito democratico, chiedendo al governo di riferire in aula per sapere quali eventuali azioni di repressione voglia mettere in campo nei confronti di associazioni che fanno «apologia del fascismo», un reato secondo quanto stabilito dalla legge italiana. Il commento del sindaco giunge da Cracovia, dove Gianni Alemanno è in visita con gli studenti sulle orme della Shoah: «Mi sembrano manifestazioni tra il violento ed il puerile perché da un lato possono degenerare in conseguenze più gravi di un fumogeno e poi perché non è ammissibile entrare in un edificio pubblico a volto coperto. Dall’altra parte – prosegue il primo cittadino – sono puerili perché non si può pensare di protestare con simili azioni. Tutto é finalizzato ad avere un titolo sui giornali. Il mio invito – aggiunge Alemanno – è anche a non dare troppo spazio a queste manifestazioni fatte da un gruppetto di persone. Poi saranno il questore e la magistratura a valutare eventuali azioni sul versante penale. Da parte mia – ribadisce – c’è la fermissima condanna di questi gesti».

Il presidente della comunità ebraica, Riccardo Pacifici, ha chiesto la chiusura delle sedi dei movimenti di provenienza dei manifestanti: «Dobbiamo dare una risposta a chi cerca di intimidirci nelle scuole. Non abbiamo paura». Questi ragazzi, secondo Pacifici, «devono essere messi in condizioni di non nuocere, vengano identificati e denunciati d’ufficio. Sappiamo nomi e cognomi, bisogna chiudere i luoghi dove si trovano».

24 ottobre 2012

Potrebbe piacerti anche