Contro la crisi servono «nuove progettualità»

I docenti di economia dei diversi atenei romani a confronto sulla “Caritas in veritate”. Il cardinale Renato Raffaele Martino: «Dio, che è verità e amore, è sempre all’opera nella storia umana» di Ilaria Sarra

«La carità nella verità è la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell’umanità intera». Con queste parole inizia l’ultima enciclica sociale di Benedetto XVI “Caritas in veritate”. E proprio su questi due termini, verità e amore, incentra il suo discorso il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, intervenuto al convegno “La nuova enciclica di Benedetto XVI. Itinerari di ricerca per la cultura universitaria”. L’incontro si è tenuto ieri, lunedì 13 luglio, presso la sede del Cnel (Consiglio nazionale economia e lavoro) ed è stato organizzato dall’Ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato di Roma. Coinvolti nell’evento i docenti di economia di tutti gli atenei della Capitale.

Il cardinale Martino analizza i vari punti trattati dall’enciclica, spiegando che «ciò che è contenuto in questo documento fa parte già da tempo della politica estera della Santa Sede». «La “Caritas in veritate” – osserva il porporato – era stata pensata per celebrare i 40 anni della “Populorum progressio” di Paolo VI che ricorrevano nel 2007, ma gli eventi dell’ultimo periodo, soprattutto la crisi finanziaria che ha colpito tutto il mondo, hanno allungato i tempi di stesura. Il Pontefice ha ritenuto importante analizzare anche queste problematiche nel modo migliore». Si parla di diritto alla vita, libertà religiosa e problema della tecnica: «L’idea di fondo – commenta il cardinale – è che la crisi delle ideologie politiche ha lasciato campo alla tecnicità come mentalità che riduce tutto a puro fare e si sposa bene con la cultura relativista e nichilista. Secondo la “Caritas in veritate” – prosegue – la crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, puntare su esperienze positive e diventa un’occasione di discernimento e nuova progettualità. Senza dimenticare che Dio, che è verità e amore, è sempre all’opera nella storia umana».

Sulla stessa linea Giuseppe Di Taranto, professore all’Università Europea, che sottolinea l’importanza, nell’enciclica, di porre al centro dell’attenzione la verità come missione per superare il pragmatismo e l’empirismo, «incapaci di porre l’uomo e i suoi valori come fine ultimo dell’agire economico». Di crisi di fiducia ha parlato Antonio Marzano, presidente del Cnel, che spiega: «La conseguenza della mancanza di fiducia è l’incertezza che riguarda anche i diritti naturali economici, la fame, la sete, la natura, il lavoro… Problemi che anche il Papa analizza nel suo documento».

Gli fa eco Guido Fabiani, rettore dell’Università di Roma Tre e presidente del Crul (Comitato regionale università del Lazio), che evidenzia il fascino e l’importanza, nella lettera papale, della responsabilità sociale d’impresa e della speranza nei giovani e nella ricerca, «che è fondamentale – afferma – soprattutto nei momenti di crisi per dare nuovi orizzonti all’uomo. Noi docenti abbiamo il dovere e il compito di formare ed educare i ragazzi a essere cittadini dell’oggi per divenire costruttori del futuro».

Alla tavola rotonda, dopo l’intervento di Leonardo Becchetti, professore a Tor Vergata – già intervistato da Roma Sette sulla “Caritas in veritate” – è la volta di Domenico Bodega, Università Cattolica del Sacro Cuore, che affronta i temi della solidarietà, dell’etica, dello sviluppo e della fiducia: «Un futuro migliore è possibile – dice – se lo si fonderà sulla riscoperta dei valori etici».

Su un’analisi dei punti 37, 40 e 41del messaggio papale si è sofferma Matteo Caroli, Università Luiss, mentre Stefania Cosci, Lumsa, spiega l’importanza della diffusione del sapere economico per combattere tante povertà. Al convegno partecipano anche Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale italiana e Giuseppe Acocella, vicepresidente Cnel e rettore dell’Università Luspio. Riflessioni sull’economia della gratuità e sul bene comune sono quelle di Ferruccio Marzano, La Sapienza e Gaetano Troina, Roma Tre.

Il lavoro iniziato ieri proseguirà durante tutto l’anno attraverso seminari e incontri nelle università romane, con lo sguardo già rivolto al convegno di giugno 2010 che avrà come tema: “Persone, istituzioni e società verso un nuovo ordine economico”.

14 luglio 2009

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