Convegno Orp, ripartire dall’Eucaristia per vivere la fede oggi

Due giorni di confronto e studio, alla Domus Pacis, nell’80° anniversario dell’Opera romana pellegrinaggi. Il cardinale Ruini, presidente emerito: «I cristiani, insidiati dal clima di secolarizzazione» di Antonella Pilia

«L’Eucaristia si colloca nel cuore dell’iniziazione cristiana, insieme al battesimo e alla confermazione, e costituisce la sorgente della vita stessa della Chiesa. Da questo sacramento dell’amore, infatti, scaturisce ogni autentico cammino di fede, di comunione e di testimonianza». Sono parole di Papa Francesco quelle pronunciate ieri mattina, lunedì 17 febbraio, da monsignor Liberio Andreatta per introdurre il XVI convegno nazionale teologico-pastorale dell’Opera romana pellegrinaggi, di cui è vice presidente e amministratore delegato, in occasione del suo 80° anniversario.

Nella sala affollata dell’Hotel Domus Pacis Torre Rossa Park sono confluiti da tutta Italia sacerdoti e operatori dei pellegrinaggi, per riflettere sulle tematiche spirituali, pastorali e teologiche legate al pellegrinaggio. Un appuntamento che torna dopo sei anni di interruzione e per la prima volta è dedicato all’Eucaristia, «in concomitanza con l’anniversario del Giubileo di Orvieto, che ricorda il famoso miracolo eucaristico di Bolsena», spiega monsignor Andreatta introducendo i lavori della due giorni, che continua oggi per concludersi domani mattina in piazza San Pietro con la partecipazione all’udienza generale di Papa Francesco.

L’apertura dei lavori è affidata al cardinale Camillo Ruini, presidente emerito dell’Opera romana pellegrinaggi, che nella sua prolusione affronta il tema del convegno: “L’Eucaristia, pane del pellegrino”. Il porporato si sofferma dapprima sul pellegrinaggio come «luogo privilegiato di nuova evangelizzazione» per il cristiano, oggi «insidiato dal clima di secolarizzazione» che tende ad «allontanare Dio dalla realtà della vita fino a farlo scomparire». In questo contesto, l’esperienza del pellegrinaggio offre dunque «tempi e spazi diversi, nei quali respirare un’altra atmosfera, quella della fede», senza perdere il tipico «carattere di pietà popolare per lo più mariana». Da qui l’importanza dell’Eucaristia: «Essa è il pane, l’alimento, la forza e il sostegno della vita del pellegrino di oggi, cioè di colui che vuole riscoprire e vivere la fede nel mondo secolarizzato». E anche per chi tende all’«individualismo religioso», che si traduce nello slogan «Cristo sì, Chiesa no», il pellegrinaggio rappresenta «una buona occasione per cercare di superare» la dicotomia «tra preghiera personale e preghiera comunitaria». Motivo per il quale il porporato sottolinea che la Messa comunitaria deve rappresentare il «momento centrale di ogni giornata del pellegrino».

Su “Eucaristia, mistero di amore trinitario” è tutta incentrata la relazione dell’arcivescovo Piero Marini, presidente del Pontificio Comitato per i Congressi eucaristici internazionali. «L’Eucaristia è la strada privilegiata di accesso al Padre attraverso il Figlio nello Spirito Santo», scandisce il porporato, che evidenzia la presenza della Trinità nei principali riti della celebrazione eucaristica: dalla liturgia della Parola all’offertorio, fino alla comunione. Ma la vita cristiana nutrita dall’Eucaristia è anche «origine e principio della missione della Chiesa» perché è chiamata ad uscire dai «limiti della pratica religiosa» per «aprirsi alla missione verso l’umanità intera. Nella nostra esperienza concreta di pellegrinaggio, la diversità delle culture può talvolta essere di ostacolo alla comunione tra i popoli e bloccare l’unità». Queste stesse diversità, nell’Eucaristia, conclude il presule, «sono prima di tutto espressione della varietà infinita delle risorse e dei doni dell’umanità».

18 febbraio 2014

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