Dal Bambino Gesù un decalogo sull’alimentazione dei bambini

Gli esperti dell’ospedale pediatrico propongono ai genitori alcune semplici regole per educare i piccoli a mangiare tutto. Il tema al centro di un incontro, l’8 marzo nella sede del Gianicolo di Eli. Sto.

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«Mio figlio non mangia: come posso fare?». A tutti i genitori che si fanno questa domanda, sabato 8 marzo, dalle ore 9.30, gli esperti dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù propongono un appuntamento durante il quale verrà presentato un decalogo di consigli pratici per gestire il problema. Testimonial dell’iniziativa Tiziana Stefanelli, vincitrice della seconda edizione di Masterchef Italia.

Presso l’Aula Salviati dell’Ospedale (sede Gianicolo, piazza Sant’Onofrio 4), verranno analizzati problemi molto diffusi quali l’avversione di molti bambini verso alcuni tipi di alimenti, in genere frutta e verdura, che se troppo accentuata può portare a forme di obesità anche gravi, o l’eccessiva selettività e paura di entrare in contatto con nuovi cibi, che possono innescare disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia.

La selettività alimentare è un disturbo che riguarda circa il 30% dei bambini, con il picco di incidenza intorno ai 2 – 4 anni. Di questi bambini, circa la metà perpetua il comportamento oltre questa età, con una tendenza alla cronicizzazione. A influenzare selettività e paura di entrare in contatto con nuovi cibi sono soprattutto l’alimentazione nei primi anni di vita (allattamento, divezzamento, quantità e qualità di cibo assunto tra 1 e 3 anni) e le cattive abitudini familiari.

Come rivela uno studio condotto su un campione di bambini da 1 a 3 anni, il 38% consuma le pappe davanti alla tv, il 25% non mangia a tavola con mamma e papà e 1/3 dei genitori obbliga i propri figli a finire il pasto. Sul versante nutrizionale, invece, l’indagine ha evidenziato eccessi nell’apporto di proteine animali che possono portare allo sviluppo di obesità. Buono, invece, il consumo di verdure e frutta: solo il 17% dei genitori dichiara di non riuscire quasi mai a fargliele mangiare. Peccato che questa abitudine si perda nel tempo, dai 4-5 anni in poi, come pure l’abitudine alla prima colazione.

Dal rispetto dell’orario dei pasti alle tecniche per stimolare la curiosità del bambino nei confronti dei cibi nuovi, alle famiglie verrà proposto un approccio educativo che consenta di garantire ai bambini un’alimentazione varia e completa, riassunto in una sorta di decalogo che gli esperti dell’ospedale presenteranno ai genitori nel corso dell’incontro. Per partecipare occorre iscriversi sul sito www.opbg.net.

7 marzo 2014

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