Dalla famiglia una spinta alla crescita della società

Il punto sulle politiche familiari e sulle prospettive pastorali nel primo dei due incontri organizzati dall’Ufficio per la pastorale sociale del Vicariato in collaborazione con la Lateranense di Nicolò Maria Iannello

La famiglia come forza indispensabile per la crescita culturale ed economica della società. È questo il messaggio dell’incontro che si è svolto ieri, 5 dicembre, nell’aula Pio XI della Pontificia Università Lateranense su “Famiglia e politiche familiari, fondamenti per una società plurale”. Una tavola rotonda che dà il via ai due appuntamenti promossi dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale in collaborazione con l’area di ricerca “Caritas in veritate” della Lateranense sul tema “La famiglia per una società plurale”.

Protagonisti di questo primo momento di riflessione sono stati Francesco D’agostino, docente di filosofia del diritto a Tor Vergata, Elisabetta Carrà, docente di sociologia dei processi culturali alla Cattolica di Milano, e Gianluigi De Palo, assessore alla Famiglia, all’educazione e ai giovani di Roma Capitale. A loro, come spiega in apertura dell’incontro don Walter Insero, direttore dell’Ufficio per la pastorale sociale del Vicariato, il compito di «analizzare le politiche famigliari che si stanno affermando per valutare se si tratta di interventi che riconoscono effettivamente la centralità della famiglia, la sua identità e il suo ruolo educativo». A moderare il dibattito, Flavio Felice, direttore dell’area di ricerca “Caritas in veritate” della Lateranense.

Di famiglia «come concetto unitario» sembra che «oggi non si possa più parlare», commenta D’Agostino, precisando che «al di là delle convinzioni religiose, la disgregazione della famiglia è frutto della crisi antropologica che in questi ultimi tempi sta colpendo l’identità stessa dell’uomo, che è innanzitutto un “animale familiare”». Un’espressione, quest’ultima, mutuata dal filosofo greco Aristotele secondo cui, spiega il giurista, «è all’interno della famiglia che si determinano le esigenze più intime della persona». Ma per famiglia, continua, «dobbiamo intendere quella composta da uomo e donna uniti nel vincolo del matrimonio» perché è solo in essa che si può riconoscere l’uomo «quale essere generazionale, generato e chiamato a generare».

Riconoscere quindi la famiglia come una priorità sociale significa pianificare degli interventi che facilitino il suo benessere. Delle politiche cioè che, spiega Carrà, «coinvolgano attivamente le famiglie nella progettazione, realizzazione e valutazione delle varie iniziative a loro sostegno» e che «abbiano un’ottica familiare», ovvero «che integrino i vari settori della vita quotidiana di una famiglia». In particolare, in un periodo storico in cui si indeboliscono i legami famigliari che «diventano “liquidi” e strumentali all’autorealizzazione», la sociologa mette in risalto il ruolo della comunità cristiana «che nell’ambito della pastorale locale deve pensare a momenti di formazione alla vita di coppia per i giovani non ancora fidanzati e di sostegno per tutte le coppie in crisi».

A fare il punto sulla situazione delle famiglie capitoline è l’assessore De Palo che, ricordando quanto sia necessario nel Paese «un fisco a dimensione familiare», spiega che a Roma grazie all’istituzione del quoziente familiare «sono stati stanziati circa 27milioni di euro per esonerare le famiglie in difficoltà dal pagamento della Tia», la tariffa di igiene ambientale per i rifiuti, e come molte altre iniziative sono state attuate «per agevolare l’iscrizione all’asilo dei figli delle famiglie numerose».

Dopo l’analisi, si passerà alla progettazione di azioni pastorali concrete a favore della famiglia con il secondo incontro di questo breve ciclo, in programma per mercoledì 16 gennaio alle 18.30 nel Palazzo del Vicariato, che sarà dedicato proprio al tema “Prospettive pastorali”.

6 dicembre 2012

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