Daniele Di Spigno, a Pechino per il “Double trap”

Si cimenterà nella più giovane delle discipline del tiro a volo il trentaquattrenne romano, che partirà alla volta della Cina con le Fiamme Oro di Daniele Piccini

Ora o mai più. Il tiratore romano Daniele Di Spigno, 34 anni il prossimo 19 settembre, è alla sua terza Olimpiade nel tiro a volo, specialità double trap. Dall’esordio con il Tav Latina a oggi, che è tesserato con le Fiamme Oro, di titoli ne ha vinti tanti: sei Campionati Europei (1995, 1999, 2001, 2002, 2005, 2007) e tre Mondiali (1999, 2002, 2007). Ma nella bacheca di Di Spigno manca ancora un titolo olimpico. Ai giochi di Sydney è giunto diciassettesimo, ad Atene settimo. Il progressivo miglioramento dei risultati lascia ben sperare: da Pechino 2008 è finalmente venuto il momento di portare a casa una medaglia.

Daniele Di Spigno, è ormai alla sua terza Olimpiade. Con quali sentimenti affronta questa nuova sfida?
Un’Olimpiade ti fa provare ogni volta grandi sensazioni. E ogni quattro anni si ripetono con identica intensità.

Cosa pensa di avere in più rispetto alle precedenti due edizioni?
Sicuramente sono cresciuto in esperienza, ho acquisito più metodicità e posatezza: sono fattori importanti che ho migliorato negli ultimi anni.

Quali prevede siano gli avversari che a Pechino la preoccuperanno di più?
Solo il gotha mondiale di questo sport riesce a partecipare ad un evento simile. Quindi direi che devo stare attento un po’ a tutti.

Immaginando di parlare ad una persona che non sa nulla di tiro a volo, provi a spiegare in poche parole che cos’è il double trap, quali sono le sue regole principali e le difficoltà che si incontrano in questo sport.
Il double trap è la più giovane delle discipline del tiro a volo. Al momento della chiamata vengono lanciati da una buca posta a 15 metri dal tiratore, due piattelli (grandi all’incirca come quelli di una tazzina di caffè), che partendo ad una velocità di circa 100 kmh e volando “di taglio”, si allontanano dal tiratore. Il quale ha a sua disposizione due colpi per ogni coppola lanciata. Colpo d’occhio, istinto e velocità d’esecuzione sono dunque le caratteristiche che il tiratore di double trap deve assolutamente avere.

Racconti brevemente la sua carriera sportiva e la sua vita “non sportiva”.
Mi sono avvicinato al tiro all’età di 15 anni,seguendo le orme di mio padre Germano e nel 1993 ho iniziato a sparare al double. Oggi sono sposato con Elisa ed abbiamo un bellissimo bambino di nome David.

Qual è l’insegnamento più grande che trae dal suo sport? Quali “principi” le insegna?
Il tiro a volo insegna soprattutto la disciplina, l’attenzione e la concentrazione. Ti abitua a valutare le cose che ti circondano, senza trascurare i minimi particolari.

Per quali motivi consiglierebbe a qualcuno di dedicarsi al tiro a volo come sport?
Il tiro a volo è uno sport in cui l’avversario principale è se stessi. Il piattello è un’unità di misura: più piattelli si rompono, più attenti si è stati a compiere nel modo corretto tutte le azioni che portano a centrare e rompere il bersaglio. Consiglierei questo sport a tutti coloro che amano le sfide contro se stessi.

È uno sport costoso? E cosa dire a chi è diffidente verso l’uso delle armi?
Beh sì, è uno sport effettivamente un po’ costoso. Ai diffidenti basterebbe mostrare le statistiche “Sportasi” che dichiarano il tiro a volo sport “a incidenti zero”. Prima di usare un’arma come il fucile da double trap però si deve prendere coscienza di tutte le norme di sicurezza dell’attrezzo sportivo. La grande responsabilizzazione dei ragazzi che iniziano questo sport già a 13 anni ne è la prova.

Quali sono stati i momenti più brillanti della sua carriera. Le è capitato mai qualcosa che le ha fatto dire “Basta, ora smetto”?
Le vittorie ai campionati del mondo sono stati certamente i momenti più intensi. A smettere non ci ho pensato mai.

Che tipo di allenamento sta svolgendo per prepararsi a Pechino?
In molti pensano che il tiro a volo non necessiti di una grande preparazione atletica: non è così. Faccio tanta palestra, nuoto e poi, ovviamente, tanto tiro al poligono ed esercizi di concentrazione.

15 luglio 2008

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