Fiavet Lazio: crisi del turismo, ecco come uscirne

Il nuovo presidente Andrea Costanzo invita a puntare sulla comunicazione per rilanciare il settore e auspica un coordinamento dell’offerta di iniziative per Roma. Per l’estate «la città si svuoterà di meno» di Daniela Delle Foglie

«I cittadini romani viaggeranno di meno: i tradizionali quindici giorni di vacanza saranno ridotti a una settimana e poco più. Questo è quanto stiamo riscontrando». Andrea Costanzo, presidente della Fiavet Lazio (che riunisce gli agenti di viaggio della regione), offre a Romasette.it una previsione sugli sviluppi dell’estate romana. Ma una corretta comunicazione, a suo avviso, può rilanciare il turismo romano e non solo, aiutando le imprese a superare questo momento di crisi: «Bisogna lavorare molto sulla comunicazione che è l’anima del commercio».

Presidente Costanzo, da quali aree geografiche l’afflusso dei turisti verso la Capitale ha subito il maggior calo?
Continua ad essere molto carente l’afflusso proveniente dall’area nord-americana. Roma prima godeva di un flusso ingente di americani che purtroppo è da tempo scomparso, quindi l’area nord-americana è quella per cui Roma soffre maggiormente: sia in termini di viaggi di svago che per ragioni di business, da cui la città traeva grande beneficio.

Quali possono essere gli interventi utili per uscire dalla crisi?
Per prima cosa speriamo che la campagna promozionale messa in atto dall’Enit, in collaborazione con il ministero del Turismo, riesca a proporre, dal punto di vista della comunicazione, un’idea positiva, ridando così fiducia al settore. Riteniamo infatti che ci siano stati, oltre alla crisi, anche degli effetti sfavorevoli dovuti alla comunicazione negativa relativa al nostro Paese: prima la nettezza urbana a Napoli e successivamente il terremoto in Abruzzo, che è stato divulgato come un sisma che avrebbe colpito tutta l’area del centro Italia. Queste sono le notizie che hanno posto il Centro Italia sotto una luce negativa. Quindi bisogna lavorare molto sulla comunicazione che è l’anima del commercio. Ci aspettiamo che la campagna pubblicitaria messa in atto dall’Enit, così come il nuovo portale Italia che è stato rilanciato su internet e le altre iniziative istituzionali – vedi le partecipazioni alle fiere internazionali del turismo – possano dare un segnale di rilancio e di positività.

In particolare cosa si può fare per Roma capitale?
Per quanto riguarda gli standard di qualità del prodotto romano, stiamo già lavorando. Bisogna fare in modo, infatti, che l’offerta cittadina sia più coordinata. Alludo ad esempio alle tante mostre, alle iniziative culturali di cui la città è ricca, ma che non vengono canalizzate verso l’estero. Bisogna arrivare a pianificare per tempo le iniziative culturali e fare in modo che le imprese turistiche riescano a dare notizie di queste proposte all’estero, in tempo utile perché il turista straniero possa fruirne al massimo grado.

Quali sono, oggi, le prospettive per l’occupazione nel settore?
Stiamo ancora rilevando i dati attuali ma il nostro settore, sotto questo profilo, riesce a mantenere un tasso di fedeltà consistente da parte dei clienti, nonostante la crisi. È composto infatti da piccole imprese e da qualche media impresa: quasi tutte sotto il profilo dell’occupazione ancora si difendono abbastanza bene. Certo soffrono ovviamente in maniera maggiore le imprese più grandi: con quelle si sta lavorando per offrire un sostegno in termine di formazione affinché riescano a superare questi periodi di crisi. Attualmente ci troviamo all’inizio dell’alta stagione, quindi tutte le imprese romane si augurano che si riesca a registrare buoni livelli di accoglienza, grazie anche a una comunicazione pubblica e pubblicitaria positiva: ad esempio, i mondiali di nuoto o le notizie degli investimenti sul polo turistico.

Tenendo conto dei dati forniti dalla Fiavet Lazio che evidenziano un calo del 30/35 % di prenotazioni turistiche su Roma, come sarà l’estate romana? La città sarà occupata dai cittadini e meno dai turisti?
Sicuramente la città si svuoterà di meno. I dati in nostro possesso ci dicono che il numero delle persone che viaggiano rimarrà costante, ma i cittadini romani viaggeranno di meno: i tradizionali quindici giorni della vacanza saranno ridotti ad una settimana e poco più. Questo è quanto stiamo riscontrando. In più c’è un elemento molto importante, ovvero il trend dei cittadini romani che possiedono la casa sul litorale laziale e storicamente l’affittavano per andare all’estero, magari comprando un viaggio in agenzia, quest’anno è molto diminuito. Quindi, meno affitti sul litorale e meno viaggi acquistati in agenzia.

8 giugno 2009

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