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Formare e formarsi in videoconferenza

Un gruppo di ragazzi che si ritrovano tutti insieme per anni. Poi alcuni di loro che si trasferiscono all’estero per lavoro. E alla fine un computer connesso a internet che permette di rimanere collegati. È una storia, questa, ben nota alle nuove generazioni, se non fosse che i ragazzi in questione fanno parte di un gruppo parrocchiale e che il collegamento in rete serve per seguire il percorso formativo in videoconferenza. L’idea di usare internet per rinsaldare e accrescere il gruppo giovanile parrocchiale è venuta tre anni fa a don Alessandro Di Medio, viceparroco di San Giovanni Battista de la Salle al Torrino.

Marchigiano, 35 anni, una laurea in Filosofia alla Statale di Milano alle spalle, sacerdote dal 2007, don Di Medio arriva nella parrocchia dell’Eur cinque anni fa. Nella comunità si creano i gruppi giovanili, si consolidano. Poi, con la partenza di alcuni di loro, l’idea di usare internet. «Tutto è avvenuto con naturalezza – spiega Di Medio -. La videoconferenza è un tipo di comunicazione che i giovani di oggi trovano normale. L’estate scorsa sono andato a Dublino e ho conosciuto alcuni dei colleghi di Daniele ed Elisabetta, i ragazzi del gruppo romano che lavorano nel team di Google Italia. Abbiamo deciso di organizzare incontri settimanali in videoconferenza anche con loro. L’idea è piaciuta pure all’arcivescovo di Dublino. Abbiamo ipotizzato un primo gruppo anglofono con un sacerdote irlandese».

La comunità virtuale si è intanto estesa anche ad altri ragazzi che vivono all’estero. Come Giorgia, che lavora alla Fao, in Ghana. «Ogni settimana seguo tre gruppi “live”, ossia personalmente in parrocchia – scherza don Di Medio – e poi c’è il gruppo in videoconferenza». Intanto viene l’idea di creare un blog: (http://signaveritatis.blogspot.it/). È il nostro biglietto da visita. La realtà – spiega il sacerdote – è infatti un insieme di sillabe che Dio rivolge a ciascuno di noi». A questo blog è seguita poi una pagina di Facebook (www.facebook.com/signaVeritatis), per «diffondere in modo immediato il nostro percorso». Che non è solo virtuale: «da questi incontri alcuni giovani del gruppo hanno tratto spunto per creare una cooperativa sociale».

Quanto sia utile la rete per avvicinarsi alle esigenze e agli interessi dei ragazzi, il giovane sacerdote, che insegna religione al liceo classico Vivona ed è anche rugbista, lo sa bene, tanto che su Youtube ha creato un canale chiamato ironicamente “Youprete”, in cui tra l’altro recensisce film con ironia e disincanto. «Ora – anticipa – vorremmo aprirne uno nuovo con video realizzati dagli stessi ragazzi». Poi precisa: «È vero, Internet è un mezzo che contiene ambiguità. Sta però a chi conduce qualunque percorso cristiano vigilare sulla loro rimozione e soprattutto proporre sempre dei contenuti».

13 maggio 2013