- Archivio Storico RS - https://www.romasette.it/archivio -

Forum famiglie: Aids, prevenzione «fuorviante»

Preoccupazione viene espressa dal Forum delle associazioni familiari del Lazio «per il metodo proposto dal vice sindaco di Roma Sveva Belviso e dal professor Ferdinando Aiuti per prevenire l’Aids e le altre malattie sessualmente trasmesse agli studenti delle scuole secondarie di 1° e 2° grado di Roma: il profilattico». È quanto si legge in una nota del Forum dopo il varo di una campagna nelle scuole romane.

«Tante sono le motivazioni che ci preoccupano, e che preoccupano i genitori di tanti adolescenti romani – afferma il presidente del Forum regionale, Emma Ciccarelli -: prima di tutto, il fatto che con questo strumento non si promuove tra gli adolescenti il rispetto per la persona propria ed altrui ma, al contrario, si autorizza un comportamento sganciato da ogni responsabilità e ciò proprio nel periodo della vita in cui i giovani vanno maturando la ricerca della propria identità e della propria indipendenza».

Il Forum, sottolinea la nota, «riconosce l’importanza di un progetto culturale che affronti il tema della sessualità e della salute, ma non può certo trattarsi di una proposta che riguardi i metodi contraccettivi- proponendo “tout court” il preservativo – senza invece preoccuparsi di agire a monte con una proposta culturale che ricordi ai nostri giovanissimi come la sessualità sia parte di un progetto di vita che impegna stabilmente due persone e le coinvolge nella loro totalità fisica, intellettuale, dei valori e dell’affettività».

Il Forum «ritiene che sia fuorviante indurre i ragazzi a credere che il profilattico – strumento nato con l’obbiettivo di limitare le nascite – sia uno strumento di prevenzione sufficiente per proteggersi da una delle malattie veneree peggiori della nostra epoca, poiché è risaputo che esso ha una percentuale non piccola di insuccessi: non è raro che esso si rompa durante l’uso e di per sé non può proteggere tutto l’organo sessuale maschile».

«Visti i limiti della metodica sotto il profilo umano e sanitario – conclude la nota – sarebbe dunque più giusto chiedersi che senso ha propugnarne la diffusione, chiedere di abbassarne il prezzo, aumentare l’angoscia delle famiglie che sanno benissimo che questo strumento non tutelerà la salute dei figli e non li aiuterà a maturare come persone».

8 novembre 2012