Forum: la Regione ha dimenticato la famiglia

L’organismo che riunisce le associazioni familiari fa il punto sui 927 giorni della legislatura Polverini. E rilancia la sfida per il futuro. Tra le proposte, l’istituzione della Valutazione di impatto familiare di Christian Giorgio

«In 927 giorni di legislatura della Regione Lazio, solo 53 su 2.721 sono stati gli atti riguardanti la famiglia. Tra questi solo una legge su un totale di quattro emanate dal Consiglio regionale; 3 interrogazioni su 1421; 25 proposte di legge su 393». Sono i numeri che il Forum delle associazioni familiari del Lazio ha comunicato nella tarda mattinata di giovedì 29 novembre, per bocca del suo vice presidente Tommaso Benincasa, nel corso di un incontro dal titolo “Regione Lazio e politiche per la famiglia. Verifica di mandato e impegni futuri”.

«Non siamo affatto soddisfatti di quanto ha fatto la Regione Lazio in questi due anni – ha detto la presidente del Forum delle associazioni familiari del Lazio Emma Ciccarelli – né siamo contenti di questo epilogo che continua a dare scandalo e conferma la profonda deriva politica in cui si trova la nostra Regione». Oltre alla presidente Emma Ciccarelli, erano presenti anche Lidia Borzì, del direttivo nazionale, e il tesoriere Stefano Ceci. Due i politici: l’assessore capitolino alla Famiglia, all’educazione e ai giovani, Gianluigi De Palo, e il consigliere regionale Olimpia Tarzia.

Il 13 marzo del 2010, a ridosso delle elezioni regionali che avrebbero poi visto la vittoria della coalizione guidata da Renata Polverini, il Forum propose a tutti i candidati di impegnarsi su temi riguardanti la salvaguardia e il supporto della famiglia. «Nel consiglio regionale – ha detto la presidente Emma Ciccarelli – sedevano ben 18 consiglieri firmatari del manifesto del 2010, compresa l’ex governatrice. Onestamente speravamo nell’attuazione di politiche ben più concrete a favore della famiglia nella nostra Regione. Politiche che invece hanno riguardato meno del 2% degli atti realizzati in questi anni di governo». Quello che emerge dalla relazione del Forum, che ha monitorato i lavori di consiglio e della giunta laziali, è un’attività legislativa – amministrativa estremamente frammentata per quello che riguarda gli interventi a favore della famiglia. Tutto ciò, «aggravato dal fatto – ha affermato il tesoriere del Forum regionale, Stefano Ceci – che il Lazio ha una legge quadro sulla famiglia che non è stata attuata. Si tratta di un deficit culturale da parte dei nostri politici che invece di applicare e far funzionare le leggi che già ci sono ne propongono altre».

L’assessore alla Famiglia di Roma Capitale, Gianluigi De Palo, ha parlato di «una situazione regionale di cui mi vergogno profondamente come cittadino. Tutto ciò che è successo è andato a discapito della vera politica, di quella che cerca di risolvere i problemi del Paese reale, di quella che fa della famiglia il punto di partenza per lo sviluppo sociale, economico, valoriale della comunità».

In Campidoglio, ha continuato De Palo, «abbiamo fatto in un anno e mezzo tutto quello che non è stato fatto alla Regione e con molte meno risorse: parlo del quoziente familiare, il mini bando per gli asili nido che ha messo a confronto domanda e offerta e molto altro. Quello che la politica deve fare è concretizzare le proposte che vengono dalla società civile, e in questo caso dal Forum, per assolvere pienamente al proprio compito».

L’ex consigliere regionale Olimpia Tarzia ha tentato di spiegare il perché di questa bassa attività legislativa: «Alle commissioni non arrivavano proposte di legge perché, nella maggioranza dei casi, i consiglieri non erano in grado di farle. Molti di loro avevano una scarsa preparazione a livello politico e tutto ciò ha avuto ripercussioni sull’attività sia del Consiglio regionale che della Giunta. Senza contare che il 70% delle sedute venivano interrotte per mancanza del numero legale».

Emma Ciccarelli ha concluso rilanciando la sfida: «Nonostante questo clima di scoramento, noi non staremo a guardare: facciamo fin da ora le nostre proposte a chi, nei prossimi mesi, sarà eletto alla Regione». In particolare sono quattro i punti su cui il Forum insiste: il rifinanziamento della legge quadro sulla famiglia, l’adozione di un nuovo regime di federalismo fiscale e di un fisco regionale a misura di famiglia, l’approvazione di provvedimenti per la formazione di nuove famiglie e per sostenere la stabilità di quelle esistenti e, infine, l’istituzione della Valutazione di impatto familiare con la quale ogni decisione su temi della famiglia deve essere preceduta da una valutazione in grado di imporre la riprogrammazione del provvedimento o la sua decadenza.

29 novembre 2012

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