Generi alimentari, si torna alla normalità

Resta il malcontento dei trasportatori. Coldiretti mette in guardia dalla speculazione sui prezzi. Per l’Adiconsum gli scioperi danneggiano i consumatori, mentre si invita a stare attenti alla qualità dei cibi di Luca Passalacqua

Da lunedì si tornerà quasi alla normalità, a Roma e provincia, per ciò che riguarda la fornitura dei generi alimentari deperibili (frutta, carne, formaggi, pesce, verdura): i mercati generali di Fondi e il Car (Centro Agroalimentare di Roma) a Guidonia si sono sbloccati, i sit-in si stanno smantellando e gli autotrasportatori locali riprendono a circolare. Ma resta comunque ancora alto il malcontento nella categoria: da una parte lo Stato deve agire per il serio pericolo di “default”, dall’altra però, i trasportatori si lamentano del prezzo troppo alto del gasolio che incide quasi completamente sui costi di trasporto: devono lavorare entro un certo prezzo deciso dal committente e se il costo della benzina sale troppo, i margini tendono a sparire.

È stato un blocco inaspettato per molti autotrasportatori, costretti a rimanere fermi da alcuni colleghi anche sotto minaccia. Ad esempio, due tir provenienti dalla Sardegna, sono stati scortati dalla Polizia da Civitavecchia fino ai mercati generali di Guidonia. In tutta Italia c’è stato un crollo delle vendita del 40%. Coldiretti stima un danno per il settore di circa 100 milioni di euro. E su Roma si arriva a 12 milioni.

«Si vedono speculazione nei prezzi di frutta e verdura», dichiara Aldo Mattia, presidente di Coldiretti Lazio, «per questo rilanciamo “Campagna Amica”, una nostra iniziativa per comprare i prodotti a “chilometro zero” e scontati del 30% rispetto ai prezzi di mercato raccolti dal Ministero delle Politiche Agricole: banchetti la domenica al Circo Massimo, all’Auditorium e ultimamente a Ponte Mammolo, presso la nostra sede in via Piria, ogni giovedì mattina». Sempre della Coldiretti è la mobilitazione “Coraggio Italia !” che ha portato gli imprenditori agricoli a regalare ai pensionati italiani e alle famiglie in difficoltà, frutta, verdura, uova e latte rimasti bloccati nelle aziende agricole e nei magazzini a causa dello sciopero dei Tir.

Sono stati giorni caldi per agricoltori, grossisti e consumatori, perché fare la spesa nei supermercati e nei mercati romani è ancora difficile: lo sciopero degli autotrasportatori ha messo in ginocchio tutta la filiera. Se si trova quel poco di frutta e verdura, lo si deve ai coltivatori diretti dell’hinterland romano. Oppure, quello che non arriva dal sud Italia, arriva dalla Spagna. Ma non sono solamente le lattughe o le zucchine a mancare: detersivi, acqua, olio, zucchero, passate di pomodoro, pasta, surgelati cominciano a scarseggiare in oltre la metà dei supermercati della Capitale. In alcuni casi, le scorte dei magazzini dei punti vendita si stanno esaurendo. Il Car di Guidonia, dove avviene lo smistamento per l’ortofrutta e il pesce per Roma e provincia, ha ancora un’immagine quasi spettrale: è praticamente vuoto, con montacarichi fermi e 50 facchini che da giorni non lavorano e non guadagnano.

«È intollerabile» dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum «che si tenti di mettere in ginocchio un Paese che cerca di uscire dalla recessione in cui versa, a causa della gravissima crisi economica che lo ha colpito». Secondo l’Adiconsum, gli scioperi selvaggi, quali quelli tuttora in corso, sono contro i cittadini e i consumatori e contro l’intera economia del Paese. «Adiconsum» prosegue Giordano «ha chiesto lo sgombero immediato di strade e autostrade e l’intervento della Guardia di Finanza e di mister prezzi, Roberto Sambuco garante per la sorveglianza dei prezzi, per colpire le speculazioni che stanno operando alcuni esercizi commerciali, sfruttando come sciacalli il blocco dei Tir».

Le associazioni dei consumatori suggeriscono di prestare una maggiore attenzione sugli alimenti che potrebbero essere stati adulterati in questi giorni, come il pesce, e invitano a segnalarlo alle forze dell’ordine.

27 gennaio 2012

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