Giallo al Politecnico con atmosfere jazz

«Lady B.», un originale spettacolo teatrale ideato e scritto da Alessandro Fea, sarà in scena ancora per quattro sere di Toni Colotta

Il “giallo” ha avuto sempre vita grama in teatro, se si escludono pochi specialisti che sono riusciti a tener duro per qualche tempo. Più che dai romanzi classici di Conan Doyle o della Christie hanno attinto dal cinema. Di stampo cinematografico ma originale è «Lady B.», in scena ancora per quattro sere al Politecnico di via Tiepolo. Lo ha concepito e scritto Alessandro Fea, e ne ha curato l’allestimento con gli attori dell’associazione musicale «Sofis Arte e Musica». Da musicista Fea non poteva che evocare atmosfere di suoni, degli anni in cui il blues e il jazz imperavano fra New Orleans e Chicago, ma anche il vizio e la violenza in locali poco raccomandabili. In quello nel quale è ambientata la finzione di Fea ci si trova subito, entrando in platea, al cospetto di un segno emblematico: la sagoma, tracciata in terra, di un cadavere appena rimosso. E da qui, per la spinta di un ragazzo che vuol chiarire la scomparsa della madre, si dipana il giallo della ricerca di una “verità”, che alla fine emerge dopo confusi sviluppi, e sorprende. La “suspence” dell’indagine e l’azione serrata suppliscono alle acerbità degli interpreti.

28 maggio 2006

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