Giornata del migrante: le comunità straniere all’Angelus

Appuntamento in piazza San Pietro domenica 19 gennaio per celebrare l’edizione numero 100. Don Pierpaolo Felicolo (Migrantes): «Nella Chiesa di Roma un atteggiamento permanente di accoglienza e ascolto» di Elisa Storace

Era il gennaio 1914, pochi mesi prima dello scoppio del primo conflitto mondiale, quando Pio X, toccato dall’emigrazione all’estero di oltre sei milioni di italiani dagli inizi del secolo, decise di indire una giornata annuale di preghiere a sostegno degli emigranti. Domenica 19 gennaio, a cento anni di distanza, si celebrerà la 100esima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, dal titolo «Migranti e rifugiati: verso un mondo migliore». «Il senso della Giornata mondiale delle migrazioni – chiarisce monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio per la pastorale delle migrazioni del Vicariato di Roma – è quello di riproporre all’attenzione del mondo la situazione dei migranti e dei rifugiati: la maggior parte di chi emigra lo fa per via della guerra, dell’odio e della violenza, in cerca di una vita dignitosa per sé e per i propri cari. Da questa comprensione discende la necessità di esprimere una vicinanza con chi si trova a vivere le tante difficoltà della migrazione».

Gli ultimi dati della Fondazione Migrantes parlano di circa quattro milioni di italiani residenti all’estero e oltre cinque milioni di stranieri regolarmente residenti in Italia. Dati che esprimono l’ampiezza di un fenomeno «segno dei tempi», che coinvolge un numero sempre crescente di persone, che – come ricorda il titolo scelto per questo centenario – partono alla ricerca di condizioni di vita migliori, quasi sempre a prezzo di grandi sacrifici. «Nella diocesi di Roma la Giornata verrà celebrata con semplicità – prosegue monsignor Felicolo -, infatti tutte le comunità straniere presenti nella Capitale sono state invitate a partecipare all’Angelus del Papa in piazza San Pietro, portando le loro bandiere e la loro testimonianza di fede, mentre in tutte le parrocchie romane verrà ricordato il significato di questa Giornata, destinando la colletta ad aiutare comunità e istituzioni che lavorano per e con il mondo delle migrazioni».

L’attenzione particolare del Santo Padre a questo tema – dal viaggio a Lampedusa alla visita al Centro Astalli, ai numerosi riferimenti alla tratta di esseri umani – è cosa nota e, come spiega il direttore della Migrantes diocesana, la Chiesa di Roma esprime la stessa tensione del proprio vescovo verso i migranti con un «atteggiamento permanente di accoglienza e ascolto», sollecitando la loro inclusione nella vita ecclesiale e chiedendo che loro stessi evangelizzino le proprie comunità e il prossimo, testimoniando nel lavoro e nella vita quotidiana la propria fede, perché, come ha ricordato il Papa nel messaggio apostolico in vista della Giornata, «le migrazioni possono far nascere possibilità di nuova evangelizzazione».

«Il Papa vede nel migrante un fratello, non un problema – conclude monsignor Felicolo -. Anzi, vede in lui una risorsa e questa è ovviamente la posizione della Chiesa tutta: un giovane filippino che segue un anziano nella sua vecchiaia, così come una ragazza che viene dall’Est o dal Sud America, impegnate nella cura delle nostre case e dei nostri bambini, possono testimoniare meglio di altri cristiani la carità e l’amore di Dio, così come i nostri connazionali all’estero possono essere lievito per le comunità che li accolgono».

15 gennaio 2014

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