Giornata della carità: sostegno ai poveri

Domenica 6 aprile colletta in tutte le chiese per le attività Caritas che si svolgono in 36 centri e vedono impegnati 200 operatori e più di 3mila volontari. Nel 2013 accolte 62mila persone di Alberto Colaiacomo

Oltre 62 mila persone si sono rivolte alla Chiesa di Roma per chiedere un aiuto nel corso dell’ultimo anno. Un quarto di queste sono arrivate nei 200 centri d’ascolto parrocchiali, il resto nei centri di ascolto della Caritas diocesana: 8 mila in quello alla Stazione Termini, 22 mila nel centro per stranieri in via delle Zoccolette e 16 mila a Ostia, dove numerosi sono stati i rom. Per loro la Caritas diocesana e le parrocchie hanno predisposto una rete di sostegno, di protezione e di promozione con comunità di accoglienza, mense, case famiglia, assistenza sanitaria, supporto psicologico e legale. A queste attività diocesane promosse dalla Caritas – che si svolgono in 36 centri e vedono impegnati 200 operatori e più di 3 mila volontari – sarà dedicata la colletta che domenica prossima, 6 aprile, si terrà in tutte le chiese della diocesi in occasione della Giornata della Carità.

La quinta domenica di Quaresima, infatti, è tradizionalmente dedicata dalla diocesi di Roma alla sensibilizzazione verso i fratelli in difficoltà e, oltre alla colletta, vengono proposte numerose iniziative e manifestazioni anche nei giorni vicini all’appuntamento. Come ogni anno, però, la Giornata della Carità è anche occasione per far conoscere alla comunità cristiana le tante povertà spesso nascoste. «Quest’anno – spiega Roberta Molina, responsabile dell’area Ascolto e Accoglienza della Caritas – abbiamo voluto approfondire il tema delle disuguaglianze nel mondo del lavoro e nella sanità, concentrandoci in modo particolare sulle famiglie. In quattro seminari svolti durante la Quaresima, insieme ad esperti del mondo del sociale, ci siamo confrontati su quello che la crisi economica sta causando».

Proprio la famiglia, spiega Molina, è l’elemento più a rischio in questo frangente dove gli aspetti economici si incontrano con una frammentazione sociale in atto già da un decennio. «Le persone che si sono rivolte ai centri di ascolto – ci indica la responsabile Caritas – sono soprattutto donne, in sette casi su dieci, e circa la metà delle loro richieste di aiuto riguarda l’intero nucleo familiare, quindi anche i figli». Sono in aumento anche le famiglie che vivono in strada e in alloggi di fortuna perché faticano a pagare gli affitti. Mediamente, ognuno degli utenti è tornato al centro di ascolto almeno tre volte e, nel 70% dei casi, si sono rivolti alla Caritas per la prima volta durante il 2013. Tra le richieste, quelle più frequenti sono state gli aiuti alimentari, il sostegno per la ricerca del lavoro e dell’alloggio.

Nel corso del 2013 sono stati 1.146 i nuclei che hanno avuto accesso all’Emporio della solidarietà, complessivamente 4.312 componenti: 359 erano le famiglie con almeno un minore di 2 anni e in sei casi su dieci si è trattato di famiglie italiane. Anche tra gli stranieri si intensificano le situazioni di disagio perché, spiega Lorenzo Chialastri, responsabile dell’Area Immigrati, «anche l’economia informale, che finora permetteva a molti di tirare avanti pur tra molti sacrifici, come per le colf e badanti, ha subito una flessione. Sono in aumento quindi gli stranieri che si rivolgono ai centri Caritas per avere un pasto alle mense o che cercano alloggio.

Soltanto una minima parte di essi, il 15%, è presente irregolarmente – sottolinea Chialastri – a dimostrazione che la povertà torna a colpire anche molti che prima avevano una certa stabilità sociale». Forti criticità riguardano anche i richiedenti asilo e i protetti internazionali che, dopo la prima accoglienza che avviene nelle regioni meridionali a seguito del salvataggio in mare, «rimangono esclusi da politiche di accoglienza che garantiscano loro una vita dignitosa e tendono a cercare aiuto nelle grandi città, in modo particolare a Roma».

31 marzo 2014

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