Giornate Lateranensi, la sfida educativa

Verso la Gmg di Rio de Janeiro una due giorni promossa dall’ateneo per stimolare il dialogo e il confronto sui grandi problemi che interessano i giovani. Messaggio del Capo dello Stato. Quagliarello: «Crisi di identità in Europa» di Massimiliano Padula

«La Pontificia Università Lateranense si propone, in preparazione alla Giornata mondiale della Gioventù, di contribuire alla formazione e informazione dei giovani, sensibilizzando al contempo quanti, rivestendo incarichi di responsabilità, possono operare per offrire concrete prospettive di pace, di giustizia sociale e di solidarietà».

Le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sintetizzano perfettamente il senso delle “Giornate Lateranensi verso Rio 2013: la sfida educativa per le giovani generazioni”, la “due giorni” al via il 26 giugno scorso, presso l’Ateneo del Laterano. Il messaggio del Capo dello Stato è stato letto (insieme a quelli del Premier Letta e del Presidente del Senato Grasso) all’inizio della sessione plenaria introdotta dal Rettore della Lateranense, il vescovo Enrico dal Covolo che ha evidenziato come «le Giornate rappresentano un’occasione per stimolare il dialogo e il confronto sulle sfide globali che interessano l’umanità, e in particolare, sugli aspetti che riguardano i giovani».

Tra gli interventi, quelli del vescovo Marcelo Sanchez Sorondo e del giurista Cesare Mirabelli. Se il Cancelliere Pontificia Accademia delle Scienze ha richiamando alla necessità di «una nuova ecologia umana basata sulla fede cristiana» di cui i «giovani devono farsi fautori e protagonisti attivi», il costituzionalista, ha auspicato alla costruzione di un processo di «formazione sociale» che sensibilizzi le coscienze a dimensioni come la «libertà» la «responsabilità».

Guest speaker della prima sessione, il Ministro per le riforme istituzionali Gaetano Quagliarello che ha iniziato il suo speech partendo dall’idea di futuro: «Credo – ha spiegato – che prima ancora dello spread, delle turbolenze finanziarie e delle pur gravi carenze dell’unione monetaria, all’origine della crisi europea vi sia una crisi di identità, una perdita di senso e, al fondo, l’incapacità di nutrire una speranza per il futuro». Numerosi i relatori del mondo ecclesiale, istituzionale e della diplomazia presenti alla “due giorni”. Tra questi, il cardinale Giovanni Battista Re, il vescovo Lorenzo Leuzzi, il ministro Lupi e l’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede Zion Evrony.

26 giugno 2013

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