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«Gli angeli vogliono che l’uomo si avvicini a Dio»

Entità spirituali, nascoste, umili. Don Renzo Lavatori, docente di Teologia dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana, è uno dei massimi esperti di angeli.

Come si è avvicinato agli studi sugli angeli?
Mi sono interessato agli angeli per passione ma anche per controbattere a una mentalità scientista dilagante che rifiuta la funzione di queste entità superiori. Di contro, negli ultimi anni c’è stata una rifioritura caotica dell’angelo, deviata da filosofie orientali e new age. Oggi gli angeli sono diventati anche un prodotto commerciale, dall’America fino al Giappone si trovano magliette, tazze, lenzuola e gadget raffiguranti gli angeli ma nessuno sa veramente cosa siano. Questa paradossalità mi ha spinto ad approfondire la loro funzione.

La teologia come si pone nei confronti degli angeli? L’impressione è che anche sul fronte della pastorale se ne parli poco.
La teologia è andata dietro a una certa moda scientista e materialista contemporanea in cui la dimensione sovrasensibile, gli argomenti della vita eterna e dell’aldilà sono poco considerati o sottaciuti. La colpa è di questa struttura sociale che ha permeato anche noi cristiani che non ci rendiamo conto di dover tornare alla pienezza della Rivelazione, come insegnato dalla Chiesa e vissuto dalla tradizione. Il nuovo catechismo, d’altronde, parla degli angeli, lo stesso fa la liturgia e il Magistero della Chiesa che più volte è intervenuto sull’argomento, così come il Concilio Vaticano II e Papa Woytila.

Come si comporta un angelo?
Innanzi tutto non si rivela, tant’è che conosciamo solo i tre arcangeli. Queste entità vogliono che l’uomo si avvicini a Dio e viceversa ma loro rimangono nel nascondimento: sono entità spirituali umili. Lo stesso angelo custode non ha un nome ma aiuta a camminare sulla retta via.

Ci si può rendere in qualche modo conto della vicinanza o della presenza del proprio angelo custode?
Per avvertire la vicinanza e la presenza dell’angelo occorrono due caratteristiche fondamentali: il silenzio e la sensibilità spirituale. Purtroppo oggi manchiamo di entrambi questi elementi: siamo immersi in un chiasso e in un materialismo paurosi.

A livello letterario quali autori parlano degli angeli?
Abbiamo diverse espressioni letterarie. Rainer Maria Rilke, ad esempio, nelle Elegie Duinesi, scrive elogi stupendi degli angeli. Anche Paul Clodel ha scritto riflessioni poetiche su queste entità. Venendo ai giorni nostri, invece, ci sono diverse poesie di Alda Merini, mentre sul fronte filosofico consiglio l’opera “L’angelo necessario” di Massimo Cacciari. Certo con lo scientismo imperante, questi sono sprazzi di letteratura sempre più rari.

16 novembre 2010