Grande musica a S.Girolamo della Carità

L’appuntamento è per il 29 aprile nella chiesa di via Monserrato, con brani, tra gli altri, di Bach, Mozart e Vivaldi di Mariaelena Finessi

Nel centro storico di Roma, in via Monserrato e non lontano da Palazzo Farnese, sorge una chiesa dedicata a San Girolamo della Carità fondata, secondo la leggenda, nel IV secolo sull’area della casa che aveva ospitato il santo che fu celebre traduttore della Bibbia dall’ebraico e dal greco al latino. Una struttura che conserva, tra le sue mura, veri e propri gioielli pittorici e architettonici. Fra tutti la cosiddetta Cappella Spada, che Francesco Borromini – rivale storico di Gian Lorenzo Bernini – ideò per ricordare i famigliari dell’oratoriano Bernardino Spada. Decorata da un ricco rivestimento di diaspro e marmi policromi, trattati quasi fossero seta, riproduce con sottile malinconia una camera funebre.
Luogo prezioso, proprio questa chiesa farà da cornice, domenica 29 aprile, al prossimo appuntamento della rassegna “40 concerti nel giorno del Signore”. La musica in programma è quella di Antonio Vivaldi con il mottetto “Nulla In Mondo Pax Sincera” e quella di Mozart con “Ave Verum Corpus” (trascrizione per contrabbasso e pianoforte), opera che il salisburghese compose fra il 17 e il 18 luglio del 1791 per le solennità del Corpus Domini e che dedicò all’amico Anton Stoll, “Kapellmeister” della chiesa parrocchiale di Baden. Immancabile Bach (“Sarabande” della Suite n. 2 in re minore, dall’originale per violoncello), Haendel con due arie dal “Messiah” (“Rejoice greatly” e “I know that my Redeemer liveth” ) e l’ungherese Liszt (“Funérailles”).

Un tuffo nel panorama russo lo si compirà invece con Reingol’d Morizevic Glière (“Intermezzo” op. 9 n. 1, per contrabbasso e pianoforte), musicista poco popolare in Europa dove non ha conosciuto la fortuna arrisagli nella terra natia. Quella patria a cui si sentiva legato anche da una sorta d’impegno civile, sancito nel 1932, da una risoluzione del Comitato centrale sovietico con la quale si dava agli artisti un chiaro indirizzo: in quelle righe era infatti scritto che l’arte non poteva limitarsi soltanto a riflettere la vita, ma doveva altresì darle un orientamento e, di più, doveva essere accessibile alle masse e non doveva avere carattere pessimistico. Una richiesta dall’alto che lo stesso Glière commentò così nell’«Almanacco musicale»: «La risoluzione del comitato centrale, grazie alla sua chiarezza ed alla sua precisione, appare non solo come un fondamento organizzativo, ma anche come principio creativo, in quanto dà a tutti gli artisti sovietici il coraggio di progredire realizzando, nelle misure loro possibili, i compiti che l’arte sovietica esige».

Tornando in Occidente, la specializzanda in canto barocco Valentina Varriale, Orazio Ferrari e l’appena ventiduenne Mario Montore eseguiranno la trascrizione (esattamente per soprano, contrabbasso e pianoforte) del “Pie Jesu”, tratto dalla “Messa da Requiem” op. 48 (oltre al “Tantum Ergo” op. 65 n. 2) del francese Gabriel Fauré – stimatissimo direttore del Conservatorio superiore di Parigi, docente dell’allora giovane Maurice Ravel – e l’”Elegia in Re” op. 20 n. 1, per contrabbasso e pianoforte, dell’italiano Giovanni Bottesini.

Dopo una breve pausa, i “40 concerti” riprenderanno il 13 maggio a Santa Maria sopra Minerva con un evento davvero speciale: l’esecuzione in prima mondiale della “Deus caritas est” di Gianni Ferrio. Opera in musica ispirata all’omonima enciclica di Papa Benedetto XVI. Eseguiranno Gilda Buttà (pianoforte) e Luca Pincini (violoncello). Ingresso libero, ore 20.30.

27 aprile 2007

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