I “Dieci comandamenti” parlano all’intelligenza

Le catechesi guidate da don Fabio Rosini quest’anno raddoppiano: nella parrocchia di San Marco a piazza Venezia per i più adulti, mentre per gli under 30 nella Sala Tiberiade del Seminario Maggiore di Francesco Indelicato

Da quest’anno le catechesi sui “Dieci comandamenti” guidate da don Fabio Rosini si svolgono nella parrocchia di San Marco a Piazza Venezia, ogni domenica alle 20.30. Ma la novità dell’ultimo momento consiste nel nuovo appuntamento settimanale, esclusivo per i giovani al di sotto dei trent’anni, che si terrà nella sala Tiberiade del Pontificio Seminario Romano Maggiore, ogni lunedì alle 21 a partire da oggi (31 gennaio 2011).

Si è dovuti ricorrere a questa soluzione per dare spazio al numero sempre crescente di partecipanti. Domenica scorsa, nell’incontro che don Fabio ha tenuto in via eccezionale nella piazza antistante la chiesa di san Bartolomeo all’Isola Tiberina, si contavano circa un migliaio di persone, ma ordinariamente ormai si registrano anche 1.200 presenze: «È opportuno agevolare soprattutto i giovani – sostiene don Fabio – che spesso partecipano con entusiasmo ai primi incontri ma poi si scoraggiano a causa dei disagi dovuti alla mancanza di posti».

Altri percorsi sui “Dieci comandamenti” si svolgono in diverse parrocchie della diocesi. Alcuni di questi cominciano proprio nei prossimi giorni, come ad esempio a San Bernardo di Chiaravalle, a Sant’Eligio a Lunghezza, a Santa Maria Immacolata a Grottarossa, a San Giovanni Evangelista a Spinaceto, a San Patrizio al Colle Prenestino, a Santa Rita a Torre Angela e a San Cipriano a Torrevecchia.

«Il successo delle catechesi – spiega don Rosini, che ideò questo cammino una ventina d’anni fa – è nell’approccio che risponde al vuoto formativo spirituale di una generazione molto istruita intellettualmente. Si tratta di incontri in cui si parla all’intelligenza di questi ragazzi, che non frustra ma appaga la comprensione di chi ascolta. Con un percorso del genere si arriva a desiderare di essere Chiesa». «La predicazione che si tiene in queste catechesi – conclude don Fabio – si potrebbe definire “uditiva”, che annette la critica in se stessa. Proprio per questo motivo si può pensare al coinvolgimento di tante persone senza la possibilità di intervenire, anche se una catechesi in cui si possa ascoltare il contraddittorio dell’ascoltatore rimane sempre la soluzione ideale. Il mio invito per chi fosse interessato a seguire questo percorso, dunque, è quello di prendere in considerazione anche le validissime iniziative messe in piedi nelle altre parrocchie di Roma».

31 gennaio 2011

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