I “Sei Personaggi” in memoria di Bosetti

Sul palco del Teatro Quirino, un Pirandello umanamente complesso proposto dall’attore e regista scomparso lo scorso Natale alla soglia degli 80 anni di Toni Colotta

Il 24 dicembre scorso Giulio Bosetti ha reso l’anima al Creatore sulla soglia degli 80 anni. Un’esistenza, la sua, votata al teatro con l’urgenza di rappresentare l’uomo nella sua dimensione nobile che trascende le miserie e ne mostra la dignità interiore. Ecco perché per la sua morte parliamo di anima: nel suo mondo di attore, fra i problemi dell’arte teatrale puntava a salvare valori alti di radice cristiana. E quando la malattia lo tenne fuori dal palcoscenico si dedicò alla regia. Da ultimo nell’allestimento di “Sei personaggi in cerca d’autore”, ora al Quirino fino a domenica 24.

Un Pirandello umanamente complesso nella singolarità dell’impianto drammaturgico, rivoluzionario per il 1921 quando nacque alla scena. E in fondo tale rimasto anche nelle molte riproposte. Bosetti, lungo i decenni, lo ha recitato in vari ruoli adatti alla sua età che avanzava. L’interpretazione che gli era più cara nel ricordo, con la regia di Peppino Patroni Griffi, era nella parte del Padre, il più anziano, quasi un portavoce, di quel gruppo di figure non rifinite dalla penna dell’autore, e quindi vaganti col loro dramma di personaggi «vivi». Irrompono su un palcoscenico su cui si sta provando in modo convenzionale una commedia di Pirandello, con gli imbarazzi, i contrasti e la tragedia anch’essa vera. In memoria del regista prediletto Bosetti aveva affrontato quest’ultima fatica direttoriale.

18 gennaio 2010

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