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Il 13 giugno sui social network è la giornata contro il gioco d’azzardo

#NoSlot blogging day: il 13 giugno sui social network sarà una giornata contro il gioco d’azzardo. «Non è solo per i blogger. Chiediamo a chiunque abbia un profilo su Facebook o un account su Twitter di partecipare – afferma Simone Feder, psicologo della casa del Giovane di Pavia e uno dei promotori dell’iniziativa insieme al blog Donneviola -. Ciascuno scriva quel che pensa su questo tema. Oppure rilanci #NoSlot. È un modo per ribellarsi al continuo martellamento pubblicitario che invita a puntare sulla fortuna».

Sulla pagina Facebook di Noslot blogging day sono oltre 200 le adesioni. Ci sono poi quelle su Twitter. «E stanno arrivando anche le mail dei blogger – aggiunge Simone Feder -. Saremo tanti, ci sarà un bel tam tam». Ormai da anni il movimento “No Slot”, in collaborazione con il “Vita Magazine” sta portando avanti la battaglia contro il mondo che ruota intorno a questo continuo invito al gioco, «ostinandosi a chiamare così – continua Feder – un’attività che invece gioca sulla pelle delle persone».

È uno dei pochi settori che non conosce la crisi in Italia, quello delle slot machines. Nei bar del nostro Paese ce ne sono più di 209 mila, quasi 65 mila nelle sale giochi e più di 38 mila nei tabacchi e nelle ricevitorie. Per non parlare poi delle sale specializzate, quelle per Videolottery che sono 4500 in totale, con circa 45 mila videoterminali attivi e circa 19mila new slot. Ancora secondo i dati di Simone Feder, nelle agenzie e nei negozi di scommesse ci sono 17 mila macchinette e nelle 220 sale bingo italiane trovano posto altre 4500 slot. Ce ne sono 14 mila nei circoli privati, 5500 nei ristoranti, più di duemila nelle edicole, un migliaio negli alberghi e centinaia negli stabilimenti balneari.

«Quest’azzardo sta impoverendo l’Italia – conclude Simone Feder -, chiudono molti negozi, le panetterie e le gelaterie per lasciare spazio alle “sale giochi. Non possiamo permettere che questo vada avanti, che gli interessi di pochi condizionano e decidano per la vita di molti». Gli italiani dediti al gioco sono circa 35 milioni. Di questi circa 2 milioni sono giocatori “patologici”: «Serve una mobilitazione che abbia prima di tutto la forma di una presa di coscienza e sensibilizzi associazioni e istituzioni di territorio, famiglie, amministratori locali, insegnanti e studenti. Tutti sono chiamati a fare rete per dare una risposta chiara e precisa: basta con l’azzardo!».

13 giugno 2013