Il Fondo “Oriana Fallaci” alla Lateranense

Inaugurata la sala dedicata alla nota scrittrice per ospitare una parte del prezioso patrimonio librario e documentario da lei donato all’ateneo di Claudio Tanturri

Un foulard beige mosso dal vento, come i capelli neri e lunghi, portati sciolti. Il fondo blu che richiama il colore degli occhi, protagonisti di quello sguardo intenso, tagliente, che sapeva affascinare. Appare così Oriana Fallaci nella grande foto che campeggia su una delle pareti della sala a lei dedicata e allestita nei locali adiacenti la Biblioteca dell’Università Lateranense per ospitare il Fondo intitolato alla storica giornalista del “Corriere della Sera” , scomparsa il 15 settembre del 2006 nella sua città natale: Firenze.

Inaugurato questa mattina – 29 aprile – il locale accoglie una parte del prezioso patrimonio librario e archivistico documentario (636 volumi in tutto) donato dalla nota scrittrice all’ateneo di piazza San Giovanni in Laterano, nell’estate del 2006, poco prima di morire. Due, sostanzialmente, le ragioni di questo suo gesto, come ha evidenziato il rettore, il vescovo Rino Fisichella: «L’amore viscerale per i propri libri, che Oriana desiderava fortemente sopravvivessero a se stessa, e il rapporto di amicizia e profonda stima che ci univa».

«Come è noto teneva molto ai suoi volumi – ha aggiunto monsignor Fisichella durante la conferenza stampa –, ne parlava con orgoglio, e una volta deciso di farne dono alla nostra Biblioteca, volle personalmente conoscere il bibliotecario, Paolo Scuderi». L’inviata del “Corriere” aveva già avuto modo di visitare e apprezzare le strutture della Lateranense, in particolare, come racconta il presule, si era soffermata sulla «bellissima Sala di Lettura “Giovanni Paolo II” appena costruita; voleva però sapere come e dove li avremmo conservati, a chi e come li avremmo dati in consultazione». Soprattutto perché «desiderava fortemente che questo suo patrimonio fosse aperto, accessibile agli studiosi; la sola idea che i suoi amati volumi potessero finire “nascosti”, o abbandonati nel remoto angolo di un deposito o, peggio ancora, messi all’asta la avviliva».

Nella sala del Fondo “Oriana Fallaci”, arredata da due vetrine che ospitano fotografie e cimeli della scrittrice, le due pareti principali sono occupate da grandi librerie. I testi, «non semplicemente da collezione, ma vissuti dalla scrittrice», sono stati stipati all’interno di esse e catalogati secondo due livelli descrittivi. Il primo li suddivide in antichi, moderni e della produzione propria. Il secondo, invece, per i libri antichi come per i moderni, tiene conto della materia trattata e, per la produzione propria, della cronologia delle opere. Completano l’arredo una scrivania e un computer per la consultazione del catalogo.

Al taglio del nastro inaugurale, insieme al vescovo Rino Fisichella, è intervenuto anche il nipote ed erede della giornalista, Edoardo Perazzi che ha scherzosamente definito il locale «bellissimo, ma troppo ordinato per il gusto di Oriana». In esso, ha aggiunto, sono stati catalogati «libri del ‘600, del ‘700, scritti in varie lingue, non solo del ceppo latino, ma anche orientali, edizioni rare, arricchite da meravigliose illustrazioni, a cui Oriana teneva come fossero dei diamanti preziosissimi». Un amore viscerale che comunque non le impediva di «viverli, di scriverci sopra appunti, di sottolinearli», come testimoniano anche i “memo” da lei compilati e gelosamente mantenuti incollati sulle copertine o all’interno delle pagine. «La cosa più bella di questa iniziativa – ha sottolineato Perazzi –, oltre al fatto di tenere vivo il ricordo di Oriana, è che gli studenti potranno studiarne il lavoro senza posa alla ricerca della verità: tema principe di questi testi».

Terminata la mostra itinerante, “Oriana Fallaci: intervista con la Storia”, confluiranno nel Fondo altri suoi cimeli, tra i quali lo zaino personale, ma anche testi molto interessanti e bozze. «Faremo felici gli studenti – ha concluso Perazzi – un po’ meno gli archivisti».

29 aprile 2008

Potrebbe piacerti anche