Il Gesù dei nuovi culti? Una “superstar” inventata

Oltre 700 operatori pastorali e studenti al convegno regionale sui movimenti religiosi emergenti che si è tenuto il 18 marzo a Latina. Quasi il 2% degli italiani vi aderisce. I nuovi progetti di intervento della diocesi di Roma di Emanuela Micucci

C’è un Gesù Superstar che viene veicolato dai mass-media, dallo spettacolo, dalla letteratura e dal cinema. Disincantato, esoterico e inventato. Un Cristo senza Vangelo. Quanto più si distacca dalla tradizione cristiana tanto più è credibile. Quanto più è frutto di immaginazione tanto più è vero. Soprattutto tra le giovani generazioni. È quanto emerso mercoledì 18 marzo al convegno “Il Vangelo di Gesù-Gesù senza Vangelo”, promosso nella Curia di Latina dalla Commissione regionale ecumenismo e dialogo della Conferenza episcopale del Lazio. Un confronto tra la fede cristiana e quei nuovi culti a cui aderisce l’1,9% degli italiani. Una galassia multiforme di emergenti movimenti religiosi di matrice cristiana o orientale, gruppi magico-esoterici o del potenziale umano in cui è difficile orientarsi.

«Il convegno ne ha dato chiavi di lettura – spiega monsignor Marco Gnavi, direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso – mettendo a fuoco le immagini letterarie e cinematografiche distorte di Gesù e le mistificazioni che mischiano elementi di verità a immaginazione, neomiti, varie declinazioni del Cristo non della fede cristiana ma leggendario, esoterico, terapeuta, apocalittico». Delle immagini distorte apparse sul grande schermo ha parlato monsignor Dario Edoardo Viganò, preside dell’istituto Redemptor hominis alla Lateranense, spaziando tra i titoli di alcune pellicole celebri, per molti l’unica opportunità di accostarsi ai testi sacri.

Quests distorsioni sono «un fenomeno inquietante – sottolinea monsignor Giuseppe Petrocchi, vescovo di Latina e presidente della Commissione – verso cui avere un approccio critico. Dobbiamo anche interrogarci, senza anestetici, su quali sono le nostre carenze e le ragioni profonde che spingono tante persone a seguirli. Ci costringono a una verifica personale e comunitaria». Dietro i nuovi culti emergono «tante cristologie prive di una visione globale – afferma Michael Fuss, docente alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino -. Non sono eresie cristologiche ma elementi di una ricerca disorientata di persone in cui è forte la nostalgia di Gesù». Una speculazione sulla vasta risonanza del nome e della figura di Cristo per assicurarsi larga pubblicità a basso costo con la pretesa di crearsi una propria fede.

«Un individualismo religioso che porta alla libera ricerca e alla libera creatività», afferma lo psicologo Adolfo Morganti, consigliere del Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa). «In un settarismo liquido in cui si rafforzano le dottrine gnostiche che, divenute moda di un’elite culturale ed economica, giungono a tutta la società come superstizione. Occorre, allora, rafforzare la conoscenza del Gesù storico e della Bibbia».

Padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, invita a «porre Cristo al centro perché il cristianesimo non è una dottrina, ma una persona». E insiste sull’importanza per la Chiesa odierna del primato dell’annuncio sull’insegnamento. «Per ri-evangelizzare il mondo post-cristiano – propone – è indispensabile conoscere la via seguita dagli apostoli per evangelizzare il mondo pre-cristiano. Le due situazioni hanno molto in comune». Il target ideale dei nuovi culti è costituito da persone in difficoltà. Tra i movimenti religiosi emergenti la New age sta portando alla nascita silenziosa di una sorta di “nuova religione mondiale”. Nei sostrati di popolazione di cultura media trovano spazio gruppi di matrice cristiana come i testimoni di Geova, mentre le persone in carriera sono attratte dai movimenti del potenziale umano.

Il filone esoterico affascina i circoli più ristretti che hanno frange marginali nel satanismo mescolato al sesso degradato. Poi c’è il mondo delle psico-sette, che usano tecniche di controllo mentali. «In questi casi mancano strumenti giuridici per intervenire perché è stato abrogato il reato di plagio – denuncia don Alessandro Olivieri Pennesi, docente all’Ecclesia Mater – La comunità cristiana si sta attivando».

La diocesi di Roma ha aperto un settore specifico che informa e forma gli operatori pastorali sui nuovi culti. Due i progetti in fase di studio: organizzare una rete di collaboratori costituta da psicoterapeuti, avvocati, medici, sacerdoti e, per i casi più gravi di disturbi spirituali legati all’occulto, di esorcisti; chiedere il supporto di comunità religiose che possano accogliere e seguire persone venute in contatto con culti distruttivi.

19 marzo 2009

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