Il lavoro, arma contro il disagio

Presentati a Ostia i risultati di un progetto di orientamento e inserimento lavorativo che ha coinvolto 10 persone senza dimora. Tra i settori coinvolti, edilizia, ristorazione e servizi di Lara Larotondo

«Sostenere le persone socialmente fragili, superare la logica della sopravvivenza e dell’assistenza, dare inizio ad un percorso di integrazione». Ed ancora, «riportare le persone nel circuito lavorativo, attivarle di fronte al disagio, formarle». In altri termini, «salvare una vita, perché ritrovare il lavoro e ridare dignità e speranza nel futuro è come salvare una vita». Sta tutto in queste parole di Stefano Natali, della Comunità di Sant’Egidio, il senso del Progetto Roma XIII Percorso di orientamento e inserimento lavorativo per persone senza dimora, concluso di recente e illustrato nelle sue linee essenziali venerdì 28 gennaio alla biblioteca Elsa Morante di Ostia Lido. Presenti, tra gli altri, Alberto Farneti, responsabile della Mensa Caritas e del servizio di accoglienza notturna di Ostia; Mario Conclave, dell’associazione Amici di Flavio Cocanari; Mario Monge, del consorzio Sol.Co. Solidarietà e Cooperazione.

L’iniziativa, «avviata su Roma per la prima volta a livello sperimentale – ha precisato Anna Sagnella, la responsabile dell’inserimento lavorativo servizio sociale del Municipio XIII –, è stata possibile grazie al lavoro congiunto tra pubblico e privato». Un lavoro congiunto e sinergico tra operatori politici, servizi e singoli cittadini che ha, di fatto, avviato al lavoro dieci persone senza dimora del territorio, mediante tirocini di formazione e orientamento con le imprese locali. «Di questi 10 tirocinanti, 5 sono stati assunti mentre 3 persone sono transitate in altri percorsi lavorativi», ha riferito Viviana Ballini, coordinatrice del progetto. Ristorazione, settore alberghiero, edilizia, pulizie e servizi: questi, ha precisato Sagnella, i settori nei quali sono state attivate le dieci borse per i tirocini. E le 10 imprese coinvolte, scelte fra le 60 che si erano candidate, hanno accolto da subito con entusiasmo la nuova forza lavoro. «Anche perché – ha sottolineato Giacomo Vizzani, presidente del Municipio XIII – hanno avuto l’opportunità di avere manodopera a costo zero, senza nessun onere burocratico».

A selezionare i candidati, la rete territoriale dei servizi e lo staff operativo che hanno condiviso e definito i criteri di valutazione per l’accesso al lavoro dei candidati. «Una selezione non semplice – ha detto Alberto Farneti, della Caritas –. Siamo stati molto attenti a trovare persone che pur non avendo sostegni economici, legami affettivi e una casa, mantengono il senso della propria dignità e hanno cura del proprio aspetto personale». «Abbiamo pensato agli amici che avrebbero potuto avere l’opportunità di ritrovare una vita normale», ha aggiunto Stefano Natali, della Comunità di Sant’Egidio. Partendo da un presupposto comune: la possibilità di «vedere le persone da più ottiche e da più punti di vista», ha rilevato Fabrizio Cucculelli, del Centro di Orientamento al lavoro Pier Paolo Pasolini. Ma sempre attraverso «una visione comune», gli ha fatto eco Cristina Cosentino, di Idea Agenzia per il lavoro. Il risultato è stato che le persone selezionate sono state accompagnate in un percorso e che, almeno per 4 mesi – questa la durata del tirocinio – hanno trovato una casa e una famiglia nei partecipanti al Progetto Roma XIII. «Un’iniziativa piccola ma molto significativa, che vorremmo che restasse negli anni», ha concluso Lodovico Pace, assessore per le politiche dei servizi sociali, emergenza abitativa e scuola di Roma XIII.

31 gennaio 2011

Potrebbe piacerti anche