Il matrimonio nel tempo del disorientamento

Presentato il libro del cardinale Angelo Scola “Il mistero nuziale”. L’autore: «Dobbiamo testimoniare la bellezza dell’amore. Questo ci aiuta a star dentro una società complessa» di Daniele Piccini

«Il libro del cardinale Angelo Scola accoglie la sfida, tecnologica e culturale, con chi pretende di annullare il legame indissolubile tra differenza sessuale, amore e procreazione». Laura Palazzani, ordinario di Filosofia del diritto presso la Lumsa, intervenendo alla presentazione del volume presso l’Aula Magna dell’Università Lumsa, ha evidenziato i numerosi «profili di attualità» del libro del cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, “Il mistero nuziale. Uomo-donna, matrimonio-famiglia”, (Marcianum Press), già dato alle stampe, in due tappe, nel 1998 e nel 2000. Non solo per la tempistica della pubblicazione, che precede di qualche mese il sinodo straordinario dei vescovi tutto dedicato alla famiglia, in programma dal 5 al 19 ottobre. Ma soprattutto perché «queste sfide vanno prese sul serio, ritrovando le ragioni della nostra fede cristiana e riaffermando la validità di quel nesso triadico».

«Intanto la visione tecnologica – ha spiegato Palazzani – separa la riproduzione dalla sessualità, la procreazione dalla gestazione». Attacchi al creazionismo cattolico, secondo il quale Dio ha creato uomo e donna, arrivano da molte concezioni culturali. È in atto infatti, secondo Palazzani un processo di «scristianizzazione» per cui da un lato «lo scientismo dichiara insignificante tutto ciò che sfugge alla misurazione», dall’altro «molte teorie femministe e libertarie lavorano a favore della scissione del nesso differenza sessuale, amore, procreazione». Infine le teorie “gender”, che propongono «l’indifferenziazione sessuale: Lgbt è un acronimo che indica la rottura del nesso triplice. Secondo Scola – ha concluso Palazzani – dobbiamo prendere atto di queste teorie, ma non accondiscendere».

La sovrapposizione caotica di diverse concezioni del matrimonio ha ricordato al rettore della Lumsa, Giuseppe Dalla Torre, l’episodio biblico della Torre di Babele. «L’età contemporanea è l’età del disorientamento: siamo alla nuova Babilonia. Non riusciamo più a comprenderci. All’espressione famiglia diamo i sensi più vari e diversi. Lo sradicamento dalle radici religiose del matrimonio ha portato alla sua disgregazione». La dissoluzione del divinis juris di Modestino ha segnato la «modificabilità della struttura del matrimonio da parte della volontà individuale. Da ciò deriva la degradazione del matrimonio da istituto di rilevanza pubblica a contratto privato. Lo studio del cardinale Scola aiuta moltissimo. Il matrimonio – ha concluso Dalla Torre – è fatto dalla sua verità, non dalla volontà dei privati. La sua struttura è irriformabile e scolpita nella natura dell’uomo e della donna».

Entrare nel senso del libro del cardinale Scola, secondo Francesco D’Agostino, ordinario di Filosofia del diritto all’Università di Tor Vergata, significa, innanzi tutto, comprenderne il titolo. «Cosa c’è di misterioso nel matrimonio? Nel cristianesimo il mistero non è un segreto ma la modalità benefica con cui Dio si rivolge agli uomini invitandoli a ratificare il loro aver parte a Lui. Il matrimonio è tema teologico, cristiano, perché fa riferimento a questo dono che Dio fa agli uomini. Eppure il libro fa comprendere il matrimonio in sé, non quello sacramentale. Oggi infatti per parlare della verità del matrimonio bisogna parlare del rapporto uomo-donna come un valore intrinseco. Mi dono all’altro perché lui non è identico a me».

Al termine degli interventi il cardinale Scola ha annunciato di avere «in serbo materiali per poter riscrivere il libro e rielaborarlo, in vista dei due sinodi e della domanda di senso che circola intorno alla procreazione». Va ribadita, ha concluso il porporato, la «comprensione adeguata della differenza sessuale e della sua intrascendibilità. È l’essere situati dentro una differenza sessuale che porta ad andare verso l’altro. La risposta all’individualismo libertario viene dalla mia esperienza pastorale. Dobbiamo testimoniare la bellezza dell’amore. Questo ci aiuta a star dentro una società complessa, piena di desiderio di felicità, ma molto confusa».

21 maggio 2014

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