Il Papa a San Stanislao, la chiesa nazionale dei polacchi

Domenica 4 maggio la Messa nella rettoria di via delle Botteghe Oscure, quindi l’incontro con la comunità che si è impegnata nell’accoglienza per la canonizzazione di Wojtyla di Daniele Piccini

Per la comunità polacca di Roma sarà come festeggiare una seconda volta la canonizzazione di Giovanni Paolo II, avvenuta una settimana fa. Papa Francesco domenica 4 maggio visiterà infatti la rettoria di San Stanislao alle Botteghe Oscure, «chiesa nazionale di Polonia», tra i principali punti di riferimento spirituale per i circa 20 mila polacchi residenti nella diocesi di Roma. Alle 9.30 il Santo Padre presiederà la Messa, concelebrata dal cardinale vicario Agostino Vallini.

«Abbiamo invitato il Santo Padre – spiega monsignor Pawel Ptasznik, nato a Wegrzce Wielkie nel 1962, rettore di San Stanislao e responsabile diocesano dell’assistenza spirituale degli immigrati polacchi – per ringraziarlo della canonizzazione. L’8 maggio, per il calendario polacco, è san Stanislao e il 3 maggio si festeggia Maria Regina della Polonia. La visita, dunque, è inscritta in una cornice di ricorrenze». Dopo la liturgia eucaristica, in un’aula adiacente alla rettoria, intitolata proprio a Giovanni Paolo II, Papa Francesco saluterà i gruppi pastorali, i bambini che presto riceveranno la Prima comunione, i cresimandi e i gruppi di preghiera del Rinnovamento nello Spirito e del Rosario Vivo.

«Poi, se non accetta un invito per un caffè, il Papa si recherà subito al Regina Coeli a San Pietro», aggiunge monsignor Ptasznik. Nella voce del rettore ancora le tracce della gioia per una canonizzazione a lungo attesa dai polacchi, ma anche un velo di stanchezza per l’accoglienza dei connazionali transitati qui, nei giorni scorsi. «Abbiamo offerto ospitalità a tanti polacchi che hanno pernottato nelle nostre aule di catechismo con i sacchi a pelo. Sono state giornate molto intense, ma siamo tutti molto felici – dice il rettore -, è stata una cerimonia splendida e tanto attesa. C’è stata un po’ di difficoltà e di fatica, ma alla fine è andato tutto bene. Abbiamo potuto conoscere Papa Wojtyla in 27 anni di pontificato, è un nostro contemporaneo. È più emozionante conoscere personalmente un santo, piuttosto che leggere la sua vita dai libri».

Consistente anche la preparazione alla canonizzazione, offerta ai fedeli. «Ogni mese, a cominciare dalla beatificazione, abbiamo avuto un incontro per conoscere la figura di Giovanni Paolo II. Ogni giovedì abbiamo celebrato Sante Messe con intenzioni per intercessione del beato Wojtyla». Terminato il gioioso “trambusto” di questi giorni, tra canonizzazione e visita di Papa Francesco, San Stanislao tornerà alle sue consuete attività di «missio cum cura animarum». Una rettoria (legata alla parrocchia di Santa Maria in Campitelli), con pastorale in lingua polacca, con una quarantina di bambini che si preparano alla Prima comunione, diciassette cresimandi e corsi prematrimoniali per coppie polacche, o miste, con italiani che conoscono la lingua polacca. Il sabato la rettoria si anima di bambini che frequentano la scuola italiana, ma vogliono conoscere la cultura polacca: per loro corsi di lingua, storia, geografia e catechismo in lingua. Per i polacchi adulti, invece, in collaborazione con la Fondazione Migrantes, si organizzano corsi di lingua italiana, molto apprezzati: sono divisi in quattro gruppi di diverso livello, con frequenza il sabato e la domenica.

2 maggio 2014

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