Il Papa ai nuovi sacerdoti: «Non stancatevi di essere misericordiosi»

Francesco, nella basilica di San Pietro, ha ordinato 13 nuovi presbiteri. A loro l’invito ad avere «la capacità di perdono del Signore, che non è venuto a condannare, ma a perdonare» di Christian Giorgio

Si è fermato un attimo, Francesco, alzando gli occhi dai fogli dell’omelia: «Misericordia». Ha guardato così i tredici uomini che non avevano ancora ricevuto l’ordinazione sacerdotale e, a braccio, ha rivolto loro quasi una preghiera: «Non stancatevi mai di essere misericordiosi». «Per favore», ha insistito il vescovo di Roma, come un padre che si raccomanda ai figli prima della loro partenza, «Abbiate la capacità di perdono che ha avuto il Signore, che non è venuto a condannare, ma a perdonare».

È il sacramento della Penitenza che Francesco ha in mente mentre guarda i 13 diaconi, pronti a rivestire stola e casula, domenica 11 maggio, in una gremita basilica di San Pietro : «A me fa tanto dolore quando trovo gente che non va più a confessarsi perché è stata bastonata, sgridata». L’ha ripetuto due volte, Francesco, a quelli che sarebbero diventati da lì a poco, “sacerdoti in eterno”: «Misericordia, misericordia!». Citando il Vangelo del giorno, il Papa ha ricordato loro: «Il buon pastore entra per la porta e la porta della misericordia sono le piaghe del Signore: se voi non entrate nel vostro ministero per le piaghe del Signore, non sarete buoni pastori».

Undici dei tredici diaconi, che hanno ricevuto l’ordinazione dal Papa, si sono formati nei seminari diocesani: sette nel Collegio missionario Redemptoris Mater, tre nel Pontificio seminario Maggiore e uno nell’Almo Collegio Capranica. A sottolineare questa giornata di grazia per la diocesi, insieme al vescovo di Roma, hanno concelebrato il cardinale vicario Agostino Vallini, il vicegerente l’arcivescovo Filippo Iannone, i vescovi ausiliari, i superiori dei seminari dei nuovi presbiteri e i parroci degli ordinati.

Il 25 aprile scorso, a Santa Marta, Francesco ha voluto incontrare personalmente i diaconi, intrattenendosi con ciascuno di essi. Ha voluto conoscere le loro storie, aprendo con loro un dialogo che è proseguito nell’omelia della quarta domenica di Pasqua, quella in cui il Vangelo di Giovanni parla di Gesù “Buon Pastore”. A lui, ha detto il Papa, i nuovi presbiteri saranno configurati: «Consacrati come veri sacerdoti del Nuovo Testamento» così da essere «pastori del popolo di Dio» e «tempio santo dello Spirito» ogni qual volta «presiederanno le azioni di culto, specialmente nella celebrazione del sacrificio del Signore».

I nuovi sacerdoti sono stati invitati espressamente dal Papa a leggere e meditare la Parola di Dio per poi «credere, insegnare e vivere» dispensando a tutti la verità del Vangelo ricevuta «con gioia – ha aggiunto Francesco nel giorno della festa della mamma – dalle vostre madri, dalle vostre catechiste». Ma esercitare il ministero della sacra dottrina, essendo partecipi alla missione di Cristo, serva come «nutrimento al popolo di Dio», ha puntualizzato il Papa, ricordando gli ordinandi che non saranno «padroni della dottrina» perché «è del Signore, e voi dovete essere fedeli» a essa.

Con la «parola» e «l’esempio», Francesco ha chiamato i 13 presbiteri a edificare «la casa di Dio, che è la Chiesa», facendo riferimento al «profumo della vostra vita» come «gioia e sostegno ai fedeli di Cristo». Profumo che deve essere simile, come lo stesso Pontefice ebbe modo di dire nella Messa crismale della Pasqua 2013, all’«odore delle pecore», quello del pastore che, per guidarlo, resta con «misericordia» in mezzo al proprio gregge.

Ispirate dal Doctor Gratiae le parole conclusive dell’omelia di Francesco: «Pensate a quello che diceva Sant’Agostino dei pastori che cercavano di piacere a se stessi, che usavano le pecorelle del Signore come pasto e per vestirsi, per indossare la maestà» del ministero. «Abbiate sempre davanti agli occhi – ha concluso, quindi, il Papa – l’esempio del Buon Pastore, che non è venuto per essere servito, ma per servire, e per cercare di salvare ciò che era perduto».

12 maggio 2013

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