Il Papa: i sacerdoti siano «servitori della Chiesa»

Benedetto XVI incontra il clero romano nell’Aula delle Benedizioni. La meditazione sul capitolo 20 degli Atti degli Apostoli. L’invito a essere umili e vigilanti nella custodia del gregge di Francesco Indelicato

Umile, al totale servizio di Cristo e della Chiesa, annunciatore della volontà di Dio, dedito a tempo pieno alla sua missione, uomo eletto da Dio e non amministratore, vigile nella preghiera e nella custodia del gregge. Queste le caratteristiche del sacerdote evidenziate da Benedetto XVI nella lectio per il clero romano che si è tenuta il 10 marzo in Vaticano.

In un Aula delle Benedizioni gremita di sacerdoti, in parte studenti degli istituti religiosi presenti a Roma, il Papa è apparso sereno e si è detto contento di cominciare il cammino quaresimale con i preti della sua diocesi.

Nel contesto di questo clima familiare il cardinale vicario Agostino Vallini ha colto l’occasione per formulare gli auguri per i sessant’anni di ordinazione sacerdotale del Santo Padre, anniversario che ricorrerà il prossimo 29 giugno: «Mi permetta di ricordare – ha detto il porporato – alcuni tratti molto evidenti a cui guardiamo con ammirazione: la fedeltà umile e gioiosa, senza incrinature, al Signore Gesù; la disponibilità totale a servire la Chiesa dove la Provvidenza l’ha chiamata, fino al formidabile peso del supremo pontificato; l’amore alla parola di Dio e alla liturgia e la gioia di vivere il tempo secondo il ritmo dell’anno liturgico; l’esercizio dell’intelligenza e la passione per la ricerca della verità da proporre e difendere senza compromessi; la dolcezza del tratto e la magnanimità del cuore; la serenità dell’anima di chi l’ha veramente donata a Cristo».

Con questo ritratto del Pontefice, il cardinale in qualche modo anticipava i temi che Benedetto XVI avrebbe illustrato a proposito della figura del sacerdote. Nel suo commento al capitolo 20 degli Atti degli Apostoli, il Papa ha sottolineato quale sia l’importanza dell’umiltà per un sacerdote: «Determinante – ha ricordato Benedetto XVI – è che siamo servitori di Cristo nella Chiesa, come la Chiesa ci dice, là dove ci chiama. Siamo servitori nell’umiltà, laddove ci precede il Signore che si è umiliato fino alla morte di croce. Umiltà non vuol dire “falsa modestia”: siamo grati per il dono che il Signore ci ha dato, per cui non chiediamo lode, non vogliamo apparire».

Il testo biblico riporta il saluto di Paolo agli anziani della chiesa di Efeso, prima di partire per Gerusalemme. Un viaggio di carità, secondo il Papa, e un riconoscimento dell’unità della Chiesa, del primato di Gerusalemme, per cui vale la pena anche il martirio. Di qui la riflessione sul fatto che l’obiettivo ultimo del sacerdote deve essere la comunione con Cristo, per la quale deve poter anche dare la vita: «La nostra missione – ha proseguito Benedetto XVI – è quella di annunciare tutta la volontà di Dio, anche la volontà scomoda. Il mondo di oggi è curioso di conoscere tutto: tanto più dovrebbe essere curioso di conoscere la volontà di Dio. Dobbiamo risvegliare questa curiosità negli altri e far capire la semplicità e la ricchezza interiore della fede».

A proposito dell’esortazione di san Paolo a vegliare, il Papa ha sostenuto che pregare e meditare sulla parola di Dio non è tempo perso a svantaggio della cura delle anime, ma è anzi la condizione indispensabile perché si possa essere realmente in contatto con il Signore e quindi riuscire a guidare il gregge.

Le parole del Pontefice hanno entusiasmato i preti presenti all’incontro: «Quello che mi colpisce sempre quando ascolto il Santo Padre – ha detto don Paolo Ricciardi, parroco di Santa Silvia – è la semplicità con cui spiega la parola di Dio: è davvero il pastore che commenta la scrittura per noi sacerdoti. Della meditazione mi ha colpito il richiamo al servizio e a fare la volontà di Dio. E poi la dimensione della gioia del nostro ministero, la bellezza di questo incontro personale con Gesù». «Partecipo sempre a questi appuntamenti – ha ricordato don Daniele Salera, educatore del Seminario Maggiore – . Quest’anno è stato il secondo in cui il Papa ci ha proposto una lectio, utile per offrirci un piano di conversione per la quaresima. Ci invita a fare come Cristo».

11 marzo 2011

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