Il Papa: «San Giovanni Paolo II ci aiuti a vivere da viandanti risorti»

Visita di Francesco alla rettoria di San Stanislao, a una settimana dalla canonizzazione del pontefice che nella chiesa dei polacchi si è recato 80 volte: Wojtyla, «vera pietra, ancorata alla grande roccia» di Laura Badaracchi

Fra i banchi della chiesa nazionale dei polacchi, la rettoria di San Stanislao alle Botteghe Oscure, una bambina con le mani giunte e una rosa bianca di stoffa fra i capelli porta appuntata sul golfino una spilla rotonda con l’immagine di Giovanni Paolo II santo, la stessa che appena una settimana fa, il 27 aprile, era impressa sull’arazzo in piazza San Pietro per la canonizzazione di Karol Wojtyla. È ancora viva l’emozione per quell’evento nella comunità dei connazionali del Pontefice, radicata nella Capitale, che domenica 4 maggio ha voluto condividere la propria gioia con Papa Francesco durante la sua visita pastorale. E proprio il pontefice ha annunciato, prima di tornare in Vaticano: «Questa è la mia prima tappa del mio viaggio in Polonia!».

Percorrendo a piedi via delle Botteghe oscure verso largo Argentina, con uno dei suoi ormai consueti e sorprendenti fuori-programma, si è attardato a salutare le centinaia di persone che lo chiamavano al di là delle transenne; molti fedeli e pellegrini hanno potuto seguire la celebrazione eucaristica grazie a un maxischermo montato all’esterno della piccola chiesa tanto cara a Wojtyla, che la visitò spessissimo da arcivescovo di Cracovia e da Papa nel 1979, nel 1992 e nel 2000. Come sua abitudine, il Santo Padre è arrivato con largo anticipo, qualche minuto dopo le 9, all’ingresso della chiesa, a bordo dell’utilitaria Ford, accolto dal cardinale vicario Agostino Vallini e dal rettore monsignor Pawel Ptasznik, responsabile diocesano dell’assistenza spirituale degli immigrati polacchi: circa 20mila a Roma.

Bergoglio si è soffermato a salutare i fedeli prima di presiedere la Messa, concelebrata dal cardinale Vallini. «Nel brano degli Atti degli apostoli abbiamo ascoltato la voce di Pietro testimone della speranza che è in Cristo; nella seconda lettura è ancora Pietro che conferma la fede. Pietro è il punto di riferimento saldo della comunità, perché fondato sulla roccia che è Cristo: così è stato Giovanni Paolo II, vera pietra ancorata alla grande roccia», ha esordito Papa Francesco nell’omelia. Una settimana dopo la canonizzazione, ha aggiunto, «ci siamo radunati per ringraziare il Signore in questa chiesa in cui San Giovanni Paolo II è venuto più di 80 volte; è sempre venuto qui nei diversi momenti della sua vita e della vita della Polonia. Egli non perdeva la speranza, perché la sua fede e speranza erano fisse in Dio». Rivolgendosi alla comunità di San Stanislao, il Pontefice ha evidenziato: «Voi, fratelli e sorelle, fate parte di un popolo che è stato molto provato nella sua storia. Il popolo polacco sa bene che per entrare nella gloria bisogna passare per la croce: e lo sa non perché lo ha studiato, ma perché lo ha vissuto. San Giovanni Paolo II lo sa bene, lo ha vissuto attraverso una spoliazione totale, per questo la sua carne riposa in pace».

Poi l’invito alla sequela: «E noi siamo disposti a seguire questa strada? San Pietro, anche attraverso la voce di Giovanni Paolo II, ve lo dice: siamo viandanti, ma non erranti; in cammino, ma sappiamo dove andiamo: gli erranti non lo sanno. Siamo pellegrini, ma non randagi, come diceva san Giovanni Paolo II. I discepoli di Emmaus all’andata erano erranti, ma al ritorno erano testimoni di Cristo perché avevano incontrato il viandante risorto, Gesù, che è qui con noi oggi, cammina con noi». Il Santo Padre ha quindi esortato a percorrere la strada seguita da Wojtyla: «Anche noi possiamo diventare viandanti risorti, anche noi possiamo camminare accanto ai fratelli e alle sorelle che sono tristi e disperati e riscaldare il loro cuore con il Vangelo. San Giovanni Paolo II ci aiuti a essere viandanti risorti. Amen». E un applauso timido e poi forte ha seguito l’omelia, pronunciata seguendo un testo scritto con qualche aggiunta a braccio.

Nelle preghiere dei fedeli la comunità – che in chiesa venera l’immagine di Gesù della Divina Misericordia apparso a santa Faustina Kowalska e l’icona della Madonna di Częstochowa, considerata la capitale spirituale della Polonia e sede della Giornata mondiale della gioventù nel 1991 – ha assicurato la “sua” preghiera per Papa Francesco, così quella per «la seconda patria Italia». In una vetrata a mosaico, la figura sorridente e benedicente di Karol Wojtyla “guarda” simbolicamente l’assemblea liturgica; del resto, la chiesa gronda di ricordi e segni legati al Pontefice polacco santo: da una reliquia a una sua veste papale.

5 maggio 2014

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