Il pericolo per i più piccoli non va in vacanza

L’associazione Salvamamme propone una serie di consigli per la sicurezza dei bambini in estate. Solo il 45% dei genitori mette in atto misure per evitare incidenti di Christian Giorgio

Le pagine web dell’associazione Salvamamme

“Il pericolo non va in vacanza”. È questo il titolo della campagna di sensibilizzazione che l’associazione “Salvamamme” propone per contrastare gli incidenti ai più piccoli in vista dell’estate. «Stavamo per lanciare la campagna di sicurezza per i bambini a bordo delle autovetture ed è successa questa tragedia che ci ha lasciato tutti con un immenso dolore». La tragedia a cui si riferisce Grazia Passeri, presidente dell’associazione “Salvamamme”, è quella di Luca, il bambino di Piacenza dimenticato dal padre in auto e morto dopo otto ore di sofferenze in un abitacolo che superava i 60 gradi. «Il caso di questo bambino ci ha straziato; perdere un figlio per i genitori è già inconcepibile di per sé – continua Grazia Passeri -, se poi aggiungiamo anche il peso della responsabilità il dolore diventa insuperabile».

I consigli proposti da Salvamamme prendono spunto dall’esperienza dell’associazione con migliaia di bambini e dalla consapevolezza di quanto i pericoli, per i più piccoli, aumentino in vacanza a causa di un clima di relax o a stati di spossatezza dei genitori dovuti al caldo. «Il consiglio per tutti – sottolinea Grazia Passeri – è prestare sempre attenzione e seguire un corso di primo soccorso. Ove questo non fosse possibile, consultare l’elenco dei consigli di sicurezza redatto dall’educatrice professionale Viviana Leo e dalla psicologa Katia Pacelli».

«Il bambino è un esploratore e l’esplorazione è una fase fondamentale per una crescita sana e armoniosa – continua il presidente -. In questo contesto bisogna vigilare attentamente perché il pericolo si può nascondere anche nei luoghi che potrebbero apparire tra i più sicuri».
Attenzione quindi ai cancelli automatici o su rotaie, a librerie o scaffali che non sono assicurati al muro, fare molta attenzione alle piscine, anche quelle gonfiabili: «L’adulto deve essere in grado di poter raggiungere l’acqua entro dieci secondi – conclude Grazia Passeri -; per questo deve essere sempre presente e sorvegliare il bambino che non ha ancora del tutto sviluppato il senso del pericolo, soprattutto se molto piccolo. Basta poco per evitare tragedie irreparabili».

Per informazioni e per ricevere i consigli di sicurezza: 06.35451698

6 giugno 2013

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