Il Pontificio Collegio Urbano conquista la Clericus Cup

Disputata l’ottava finale del campionato di calcio per seminaristi e sacerdoti organizzato dal Csi. La vittoria ai “Leoni d’Africa”. Il capitano Ntsama: «Vorrei portare la coppa in dono a Francesco» di Daniele Piccini

Lo scudetto Clericus Cup resta sul Gianicolo, ma cambia sponda. Lo conquista il Pontificio Collegio Urbano scucendolo dalla maglia dei coinquilini del colle vaticano, i North American Martyrs, che lo avevano conquistato lo scorso anno. Sabato mattina, 24 maggio, sul campo centrale del Pontificio oratorio di San Pietro, gli undici Leoni dell’Urbano hanno alzato la coppa col Saturno – da otto edizioni il trofeo ufficiale del campionato di calcio per seminaristi e sacerdoti organizzato dal Centro sportivo italiano – al termine di una tiratissima finale contro il seminario Redemptoris Mater, battuto per 1-0.

Sui piedi dell’Undici di Mister Joel Minsi ha pesato senz’altro l’emozione della loro prima finale Clericus Cup in otto anni di partecipazione al torneo, giocata contro i veterani neocatecumenali che invece hanno già scritto tre volte il loro nome nell’albo d’oro del Mondiale di calcio degli istituti e dei collegi pontifici romani. Una manifestazione cui quest’anno hanno partecipato 351 calciatori provenienti da 60 diversi Paesi.

I primi 30 minuti del primo tempo sono trascorsi con qualche sbadiglio da parte del pubblico, sotto il primo ma aggressivo assaggio di sole estivo. Gioco intenso a centrocampo, ma autentiche azioni da gol da contare col contagocce. Grande spettacolo invece sugli spalti. Con i supporter del Redemptoris Mater che hanno sfoderato tutto il loro repertorio per incitare i loro atleti in gialloblu, soprannominati gli “Umili leoni”, e i tifosi dell’Urbano ad incitare i loro “Leoni d’Africa” con il canto del “waka waka”. Un derby tra felini da savana, insomma, deciso solo al 27° minuto del secondo tempo da un rigore calciato con successo dal numero 10 urbaniano, il camerunense Jean Marie Voundi (cinque volte a segno in questo campionato). Durante i festeggiamenti, la dedica della vittoria a Papa Francesco da parte del capitano camerunense Romeo Ntsama: «Dopo aver celebrato la Messa dell’Epifania in San Pietro con lui, vorrei portare a Francesco in dono la Coppa. La prima occasione? Il 7 giugno quando il Centro sportivo italiano celebrerà in Vaticano i suoi 70 anni di storia».

Un evento, quello del 7 giugno, cui invita anche il consulente ecclesiastico nazionale del Csi, don Alessio Albertini: «È vero che la Clericus Cup finisce, ma non per questo viene meno l’amicizia di tutti i giocatori e il loro impegno di testimonianza in favore di uno sport carico di valori etici positivi. Invito fin da ora i giocatori della Clericus Cup alla giornata che trascorreremo con Papa Francesco il 7 giugno, insieme a tutti gli enti di promozione sportiva del Paese. Sarà anche un’occasione privilegiata per celebrare i 70 anni del Csi, un’associazione che dalla sua fondazione si è spesa in tutti i modi per favorire la diffusione dello sport di base e dei valori cristiani fin dalle generazioni più giovani».

Il terzo posto nella Clericus Cup va all’Istituto Teologico San Pietro di Viterbo che ha battuto 2-1 il Sedes Sapientiae, con le reti, rigorosamente dedicate al connazionale Papa Bergoglio, dei due fratelli argentini Bonello, Andres e Tomas.

A un mese dalla canonizzazione di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII i premi agli atleti della Clericus Cup non potevano non essere all’insegna dei due Papi santi. La loro effige è stata impressa sulle quattro stole premio, dei colori corrispondenti al calendario liturgico, destinate alle quattro migliori individualità del torneo. Stola bianca al miglior tecnico (il camerunense Joel Minsi, del Collegio Urbano); stola viola al miglior portiere (il romano Fabiano Rebeggiani, del Redemptoris Mater); stola rossa al miglior giocatore (il croato Krunoslav Siroglavic, del Sedes Sapientiae) e stola verde per il capocannoniere (l’italiano Edwin Salnitro, dell’Istituto Teologico San Pietro).

26 maggio 2014

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