Il sismologo: «Il terremoto non si può prevedere»

Intervista a Giulio Selvaggi, dell’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia: «Siamo in costante contatto con la Protezione Civile» di Alessandro Bianchi

Continua lo stato di allerta nelle regioni del Centro, toccate dal terremoto che ha colpito L’Aquila e l’Abruzzo alle 3.32 della notte scorsa. Il sisma è stato di magnitudo 5.8 pari all’ottavo-nono grado della scala Mercalli con un epicentro registrato a cinque chilometri di profondità. Mentre la Protezione Civile svolge il proprio lavoro sul luogo, è intensa anche l’attività dei centri antisismici. Abbiamo intervistato Giulio Selvaggi, sismologo presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia a Roma, per spiegarci la situazione attuale, nonostante il lavoro frenetico che dalle primissime ore del mattino sta tenendo impegnati gli esperti.

Quali sono le notizie che giungono dall’Abruzzo?
Per quanto riguarda l’attività sismica attualmente ci sono state più di cento repliche, di magnitudo minore. Tra queste la più forte è stata registrata intorno alle ore 4.27, con magnitudo 4.6.

Dopo la scossa della notte scorsa, puntuali sono arrivate le polemiche per una situazione che poteva essere evitata e prevista…
Lasciamo stare queste polemiche. È risaputo che le scosse di terremoto non possono essere previste. Dopo ogni evento del genere ci sono sempre le scosse successive di assestamento, con magnitudo inferiore, ma non prevedibili quanto ad intensità. Quindi non possiamo fare previsioni per il futuro. Esiste una casistica importante per le scosse singole ma arrivare a prevedere tali fenomeni è impossibile.

Molti hanno paragonato questo terremoto a quello che colpì l’Umbria nel 1997.
Non mi sembra che si possa fare un paragone del genere. In quella occasione ci fu un epicentro registrato ad una profondità diversa e con sequenze sismiche del tutto diverse da quelle che stiamo registrando ora.

Che tipo di lavoro state portando avanti?
Da parte nostra stiamo lavorando con la massima attenzione per monitorare il territorio. La cosa che mi rende felice è che negli anni sono stati fatti grandi progressi dai nostri centri antisismici. Nel caso del terremoto della notte scorsa, dopo appena due minuti dall’accaduto, la Protezione Civile e le autorità competenti erano già informate dell’accaduto. Siamo, quindi, in costante contatto per fornire loro ogni informazione nuova che ci arriva e che siamo in grado di rilevare. Ciò che posso consigliare è abbastanza ovvio e cioè di frequentare luoghi sicuri e senza farsi prendere dal panico.

6 aprile 2009

Potrebbe piacerti anche