Immigrati, ipotesi di ampliamento fino a 25mila posti della rete Sprar

Oltre 19mila posti entro fine giugno, ma è allo studio un nuovo aumento. Daniela Di Capua (direttrice Servizio centrale): «Necessario se i minori stranieri non accompagnati venissero affidati alla rete» di Redattore Sociale

«Esiste un’ipotesi di ampliamento strutturale della rete Sprar fino a 25mila posti, ma è tutto da vedere, perché dipende anche dalla copertura finanziaria». Così Daniela Di Capua, direttrice del servizio centrale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) a margine della presentazione del V Rapporto Anci-Cittalia sui minori stranieri non accompagnati (Msna) tenutasi ieri, giovedì 5 giugno, presso la sede dell’Anci. Secondo Di Capua, la proposta avanzata dai sindaci italiani di inserire i minori stranieri non accompagnati nella rete Sprar è una buona idea, ma richiede un ampliamento strutturale della rete, «non legato ai posti aggiuntivi attivati in questi giorni».

In questi mesi, infatti, si arriverà all’attivazione di tutti i posti disponibili nella rete Sprar, compresi i posti aggiuntivi. Con una circolare diffusa a fine maggio, infatti, sono stati attivati i posti aggiuntivi previsti dall’ultimo bando, in due tranche. La prima a fine maggio, la seconda da fine giugno. Tuttavia, l’inserimento dei Minori stranieri non accompagnati all’interno della rete richiede uno sforzo aggiuntivo. «Con l’attivazione di questi mesi si arriverà a oltre 19mila posti – ha spiegato Di Capua -. Tuttavia, esiste un’ipotesi di una successiva e ulteriore richiesta di eventuale disponibilità alla rete Sprar, ma è tutto da vedere perché dipende anche dalla copertura finanziaria e non solo. Una fase successiva che potrebbe essere su base facoltativa, se ce ne fosse bisogno. Il tavolo di coordinamento nazionale potrebbe sottoporre questa richiesta. Inserire i minori richiede un ampliamento della rete dedicata specificamente ai progetti per minori e sicuramente dovranno entrare a far parte dello Sprar altri enti locali».

Per Di Capua, occorre attendere che tutti i posti aggiuntivi vengano attivati prima di prendere decisioni sui posti aggiuntivi. «Dobbiamo aspettare il mese di giugno per capire anche l’utilizzo dei posti attivati – ha aggiunto -. Per quanto riguarda l’ulteriore ampliamento, invece, si era detto di arrivare fino a 25mila posti, con 5-6mila posti ulteriori rispetto all’ultimo ampliamento. L’idea è quella di cercare di rendere più amplia possibile la rete Sprar, in rapporto ai numeri dei richiedenti asilo, ma allo stesso tempo di costruire anche una rete di prima accoglienza con numeri più o meno equivalenti in modo che ci possa essere un sistema strutturale che abbia un primo soccorso, una prima accoglienza il più breve possibile, e poi la seconda accoglienza orientata all’integrazione». Per Di Capua, però, la questione minori non accompagnati richiede anche una ridefinizione delle competenze. «In questo momento, la competenza riguardo ai Msna è divisa tra il ministero del Lavoro e delle politiche sociali e il ministero dell’Interno – ha spiegato -. L’intenzione è proprio quella di non sbriciolare gli interventi sia dal punto di vista economico che organizzativo e far confluire tutto in un’unica direzione, che poi diventa lo Sprar dal punto di vista della gestione, ma a monte dovrebbe esserci una definizione dei ruoli, delle competenze e ci sono dei passaggi delicati».

6 giugno 2014

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