Impresa S. Annibale, lavoro per ragazzi disagiati

L’idea della congregazione rogazionista: una Scuola incubatore per le professioni pensata per giovani provenienti da case famiglia, che saranno così aiutati a inserirsi nella società di Graziella Melina

Un’agenzia di recapiti fuori orario lavorativo, un call center per stranieri, gruppi di acquisto solidali. Sono solo alcune delle imprese in fase di studio e di realizzazione che prenderanno presto il via nella capitale. A portarle avanti saranno giovani provenienti da case famiglia, che avranno così la possibilità di sviluppare la propria vena creativa, ma soprattutto di inserirsi nella società attraverso un lavoro. L’idea è venuta alla congregazione rogazionista, che ha tra le sue principali attività proprio il recupero e l’educazione dei giovani socialmente svantaggiati, e all’organizzazione non profit Minoranze Creative. Insieme hanno dato vita all’associazione Impresa Sant’Annibale (Isa), che sta appunto lavorando per realizzare una “Scuola incubatore per le imprese e le professioni”.

Il progetto, che si sviluppa nel quartiere Appio Latino, IX municipio, e la cui sede è stata inaugurata venerdì scorso (26 novembre 2010), si ispira proprio al carisma del fondatore dei rogazionisti, Annibale Maria di Francia, secondo il quale, come ha spiegato padre Mario Lucarelli, direttore dell’Istituto Antoniano maschile, «avviamento al lavoro e formazione umana e cristiana dovevano camminare di pari passo, perché si potessero conseguire dei risultati buoni e duraturi». Oggi, ha ribadito agli imprenditori e a tutti i collaboratori coinvolti nel progetto, «molte istituzioni dedite all’assistenza sono entrate in crisi; alcune sono del tutte scomparse» a causa della «richiesta di servizi particolarmente onerosi, mentre le risorse messe a disposizione sono sempre più carenti». Di fronte a questa situazione, si è domandato il direttore della struttura di accoglienza per ragazzi, «a che servirebbe soccorrerli per un certo tempo per poi abbandonarli a se stessi con il rischio che tornino nuovamente a smarrirsi o peggio ancora a delinquere? Sarebbe un’opera quanto mai incompleta». Di qui dunque l’idea di un progetto grazie al quale «i nostri ragazzi, i nostri giovani e con essi altri che avessero bisogno, possano sognare di entrare nella vita civile e sociale a testa alta, valorizzando tutte le loro potenzialità e talenti».

L’Impresa Sant’Annibale svilupperà tre modelli di impresa: in quella “associata” i ragazzi saranno inseriti secondo le proprie caratteristiche; l’“insediata” darà invece la possibilità di valorizzare le capacità imprenditoriali di alcuni di loro; sarà dato spazio invece alla libera professione con le “maestranze e libere professioni”. Tutto con fondi privati. «Il modello è quello dell’impresa che funziona – ha precisato il presidente di Impresa Sant’Annibale, l’imprenditore Pierluigi Sassi –. C’è una perfetta integrazione tra finalità sociali e profit. Abbiamo pensato che l’impresa potesse portare utili e autosostenere un meccanismo sociale come questo. Le imprese di base non hanno lo scopo di essere lasciate ai ragazzi, ma agli investitori che si impegnano ad alimentare anche il meccanismo dell’incubatore, che – ha sottolineato – si impegna a seguire le imprese per almeno tre anni. Se un ragazzo ha una sua vena imprenditoriale forte, potrà costituirne una propria attraverso per esempio il microcredito». Nei prossimi mesi saranno avviati dei programmi formativi specifici per i ragazzi delle case famiglia del territorio. La sede dell’Impresa Sant’Annibale si trova in via San Remo, 1.

29 novembre 2010

Potrebbe piacerti anche