In mostra la Roma degli Anni di piombo

Un’esposizione alla Centrale Montemartini, a 40 anni dalla strage di Primavalle in cui morirono Stefano e Virgilio Mattei, ricorda le vittime del terrorismo nella Capitale dal 1969 al 1991 di R. S.

A 40 anni dalla strage di Primavalle in cui persero la vita Stefano e Virgilio Mattei, Roma Capitale ricorda con una mostra, promossa con la Sovrintendenza capitolina ai beni culturali e l’associazione Fratelli Matteri e con la collaborazione organizzativa di Zètema. Si tratta di “Oltre verità e giustizia. Anni di piombo a Roma: a quarant’anni dalla strage di Primavalle”, inaugurata alla Centrale Montemartini, che resterà aperta al pubblico fino al 12 maggio. Un racconto per immagini, privo di connotato politico, di un periodo storico complesso e drammatico, che ha stravolto la vita sociale della città.

Ne hanno parlato, nell’incontro che ha accompagnato l’inaugurazione, martedì 16 aprile, il sindaco Gianni Alemanno, Walter Veltroni, Franco Ionta, Giampaolo Mattei e Giampiero Mughini, moderati da Nicola Rao. Al centro del dibattito, il tenativo di offrire una chiave di lettura partecipativa, proprio partendo dalla memoria della strage di Primavalle, in cui persero la vita Stefano e Virgilio Mattei. Proprio da qui parte il percorso espositivo, per raccontare poi altri 18 casi irrisolti che si sono succeduti nella Capitale, fino al 1991, per un totale di 83 vittime. Fra i tanti, l’uccisione nel 1977 di Walter Rossi, l’assassinio di Franco Bigonzetto, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni nel 1978 in quella conosciuta come la strage di Acca Larentia. Ancora, lo scambio di persona e la morte, nel 1980, di Luigi Allegretti, l’omicidio di Paolo Di Nella nel 1983, fino all’incendio del Centro Sociale in cui perse la vita nel 1991 Auro Bruni. Casi non chiariti che vengono raccontati anche con il supporto delle pagine dei maggiori quotidiani dell’epoca esposte su pannelli.

La mostra propone anche due testimonianze famose, quella del 1968 di Pier Paolo Pasolini sull’Espresso in occasione della Battaglia di Valle Giulia, schierato con i poliziotti che sono «figli di poveri», e quella di Franca Rame nella sua lettera ad Achille Lollo, in carcere, dell’aprile 1973. In mostra anche repertorio multimediale con il filmato di un’intervista agli studenti di un liceo romano sugli Anni di piombo e un touch screen con la rassegna stampa dei fatti di Primavalle. Dedicate invece alla famiglia Mattei le foto che raccontano i momenti di vita comune di una famiglia simile a tante altre famiglie della Roma degli anni ’70. Quindi le fasi della strage di Primavalle raccontate in ordine cronologico dal 16 aprile 1973 fino al gennaio 2011, con il ritorno dal Brasile a Roma di Achille Lollo per essere ascoltato come “persona informata dei fatti”.

A chiudere il percorso espositivo, l’elenco degli 83 nomi delle vittime del terrorismo a Roma dal 1969 al 1991. Per non dimenticare.

17 aprile 2013

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