In Repubblica Centrafricana la missione delle Figlie del Sacro Cuore

Nel Paese, sconvolto dagli scontri dal 1996, continuano i combattimenti tra miliziani dopo il colpo di stato dello scorso marzo. A Bangui 5 suore accolgono 50 orfani; altre hanno attivato corsi scolastici per ragazze di Christian Giorgio

Dal 1996 sono state 12 le rivolte armate che hanno sconvolto la Repubblica Centrafricana. Quella in corso è la tredicesima; da mesi il Paese è vittima delle violenze settarie perpetrate da gruppi musulmani ribelli, riuniti nella coalizione “Seleka” in lotta contro le milizie cristiane. Suor Mariangela Piazza, delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, ha vissuto tutti e tredici i conflitti: «La situazione nella Repubblica Centrafricana non è facile – dice mentre si trova a Roma per un periodo di studio/lavoro -. Man mano che passano i mesi vengono a mancare i generi di prima necessità: riso, latte, zucchero. Per non parlare poi dei medicinali che vengono venduti a peso d’oro quando si riescono a trovare».

Sono migliaia le persone che dallo scorso 2013 sono state assassinate dai ribelli mercenari provenienti da Ciad e Sudan. Hanno preso il potere con un colpo di stato contro il presidente François Bozizé a Bangui, la capitale. Qui, dal 2000, è attiva una Casa di accoglienza per orfani gestita dalle Figlie del Sacro Cuore: «adesso ci sono 5 suore che curano 50 bambini – dice suor Mariangela, tornata meno di un mese fa dal Centrafrica -. La loro presenza è una grande sfida e un punto di riferimento per tante famiglie dilaniate dal conflitto». Oltre alla Casa di accoglienza, le Figlie del Sacro Cuore sono attive in altre due comunità a Bangui: «una casa di formazione per ragazze», tra le più pericolose perché sorge a pochi passi dal palazzo del presidente intorno al quale sono stati più cruenti i combattimenti, e «un istituto di formazione per le nostre postulanti, dove le nostre ragazze sono preparate anche a supportare le attività didattiche nei villaggi sparsi in un raggio di 80 chilometri dalla capitale».

«Le notizie di questi ultimi giorni – conclude suor Mariangela – non lasciano molti spiragli di speranza per una risoluzione, a breve, del conflitto». Le violenze continuano ormai da mesi, nonostante l’elezione del parlamento della prima presidente donna della Repubblica Centrafricana, Catherine Samba-Panza. La presidente, durante una cerimonia ufficiale, si era rivolta ai soldati dicendo: «Nel giro di un mese, vorrei potere mettere in sicurezza la maggior parte del paese. A un certo punto ognuno sarà responsabile delle sue azioni, e sto avvertendo i facinorosi che continuano a seminare disordini nel paese». Non ci è ancora riuscita. Intanto, nel pericolo, continua il lavoro delle Figlie del Sacro Cuore: «Serve tutto a Bangui – dice suor Mariangela – : cibo, acqua, medicinali, aiuti economici e anche gente che possa materialmente venire ad aiutarci. In questo modo, da sole, rischiamo di non farcela».

Per informazioni: Centro pastorale missionario Tel. 06.69886443 e-mail cmdroma@vicariatusurbis.org

6 febbraio 2014

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