Incontro ai volti degli immigrati

La Giornata mondiale sul tema “Una sola famiglia umana”: le indicazioni del Papa nel messaggio Monsignor Perego (Migrantes): necessaria l’attenzione a coloro che hanno perso il lavoro da Agenzia Sir

Il Messaggio del Papa per la Giornata mondiale delle migrazioni, che si celebra domenica 16 gennaio sul tema “Una sola famiglia umana”, esorta a leggere l’immigrazione «dentro un progetto-pacchetto integrazione, su cui si fatica ancora ad investire sia sul piano nazionale che locale, abbandonando al volontariato i percorsi sul territorio». Lo ha detto monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, nella conferenza stampa di presentazione della Giornata. Benedetto XVI, ha aggiunto, rilancia «l’impegno alla riforma della legge sulla cittadinanza con l’attenzione ai quasi 600mila bambini nati in Italia, l’estensione del servizio civile ai giovani stranieri, fino ad arrivare al diritto di voto amministrativo: ulteriori tappe nell’allargamento di una cittadinanza attiva e partecipativa».

«Gli Stati hanno diritto a regolare i flussi migratori, nel rispetto della dignità di ogni persona, e gli immigrati hanno il dovere d’integrarsi nel Paese di accoglienza, rispettandone leggi e identità nazionale»: monsignor Bruno Schettino, presidente della Commissione Cei per le migrazioni, ha sintetizzato in questi termini il messaggio del Papa. Benedetto XVI, ha proseguito monsignor Perego, raccomanda «l’attenzione alle minoranze, in particolare rom e sinti; la coniugazione del diritto di emigrare e del dovere di regolare i flussi, alla luce del nuovo decreto, che pur nelle novità positive – l’attenzione ai migranti di origine italiana, la distribuzione delle quote alla luce delle domande – fatica ancora a rispondere alla necessità di un incontro tra domanda e offerta di lavoro». Senza dimenticare «l’attenzione sociale al mondo degli immigrati precari che hanno perso il lavoro, attraverso una sorta di ripensamento della cassa integrazione connessa anche a un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro; l’impegno a una riforma della scuola con al centro l’interculturalità; l’attenzione al dialogo interreligioso; il diritto ai luoghi di culto; il dovere del rispetto delle differenze».

Ancora, in Italia sono pochi gli universitari stranieri – 54.507, pari al 3.1% del totale, contro la media europea del 10% – e risultano in calo anche le richieste di asilo. Tra le cause, monsignor Perego ha elencato «le poche residenze universitarie, di cui possono usufruire solo il 2% degli studenti stranieri, contro il 10 della Germania e il 7 della Francia, le pochissime borse di studio e la mancanza di corsi in lingua». Di qui la necessità di attrezzarsi per «andare incontro ai volti di un’immigrazione giovane, istruita: un’immigrazione nuova, a cui l’Italia deve portare nuova attenzione», utilizzando anche la riforma dell’università e sviluppando forme di partenariato. L’Italia, ha rilevato il direttore di Migrantes, «è sempre stata un Paese di passaggio ma da noi manca una legge sul diritto di asilo». I respingimenti in mare hanno contribuito al «crollo» delle domande. In compenso, «sempre più richieste vengono presentate negli aeroporti, e gli sportelli appositi aumentano». L’auspicio è che «i luoghi di sbarco non diventino luoghi di respingimento, ma luoghi in cui la domanda venga accolta e poi accompagnata da leggi organiche». Senza rimpalli da un Paese all’altro.

14 gennaio 2011

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