Ior, inizia la “Fase II” del processo di riforma

Resi noti i risultati di bilancio 2013. Il cardinale prefetto George Pell: «Stiamo creando strutture più semplici ed efficienti per coloro che servono la missione della Chiesa cattolica» di R. S.

Inizia la “Fase II” della riforma dell’Istituto per le Opere di Religione (Ior), che ha pubblicato oggi, martedì 8 luglio, i risultati di bilancio del 2013. All’orizzonte, l’integrazione dell’istituto nel nuovo contesto economico-amministrativo del Vaticano, che sarà affidata a un nuovo Consiglio e a un nuovo staff dirigenziale di nuova nomina, che opereranno in una struttura di “governance rinnovata”. «Questo – afferma in un comunicato diffuso questa mattina il cardinale prefetto George Pell – è un periodo di grandi mutamenti per la Santa Sede, non solo per lo Ior. Con il sostegno del Santo Padre e del Consiglio dei cardinali, stiamo creando strutture più semplici ed efficienti per coloro che servono la missione della Chiesa Cattolica». Il cardinale riconosce il «duro lavoro» effettuato dal management sinora in carica. Ora, dichiara, «siamo in grado di garantire la continuità della preziosa assistenza offerta dall’Istituto e di condurre lo Ior verso un secondo ciclo di riforme sotto la guida di una nuova dirigenza».

Dal bilancio si evince come sui risultati del 2013 gravino i costi resisi necessari al completamento della “Fase I” e quelli connessi agli investimenti ereditati dalle gestioni precedenti. «Come prefissato nel maggio 2013, ci siamo concentrati sull’obiettivo di conformare lo Ior alla regolamentazione finanziaria e di renderlo più sicuro e trasparente, affinché il Santo Padre potesse avere più opzioni al momento di decidere sul futuro dell’Istituto. Con quest’opera abbiamo posto le fondamenta per consentire a una nuova équipe dirigenziale di fare dello Ior un fornitore di servizi davvero eccezionale nel mondo della finanza cattolica». A spiegarlo è il presidente del Consiglio di sovrintendenza Ernst von Freyberg, che osserva: «Nonostante l’impegno profuso nel miglioramento della gestione interna, lo Ior ha conseguito una performance encomiabile per i suoi clienti, primo fra tutti la Santa Sede. Nella prima metà del 2014 abbiamo conseguito un risultato molto positivo, che conferma gli sforzi compiuti da tutti coloro che lavorano allo Ior». Il rendiconto annuale del 2013 sarà disponibile on line a partire dal 15 luglio su www.ior.va.

Nel 2013 l’Istituto ha conseguito un utile netto di 2,9 milioni di euro. Alla chiusura dell’esercizio 2013, il patrimonio netto dello Ior è pari a 720 milioni di euro. Per quanto riguarda la prima metà del 2014, dall’Istituto fanno sapere che «l’andamento risulta molto soddisfacente», in quanto si registra un utile netto di 57,4 milioni di euro. Il patrimonio netto al 30 giugno 2014 ammonta a 775,4 milioni di euro. «Questi risultati – si legge ancora nel comunicato – sono da ricondursi alle operazioni ordinarie dell’Istituto e comprendono i costi del processo di riforma». A cominciare dalla Fase I, iniziata nell’aprile/maggio 2013, fondata su tre pilastri, ovvero la “compliance”, il focus sui clienti della Chiesa e la trasparenza. «Dal maggio 2013 al giugno 2014 – si ricorda nel testo – lo Ior ha profuso il suo impegno in un vaglio sistematico di tutti i documenti della clientela al fine di individuare i casi in cui fossero mancanti o lacunose le informazioni». Tale compito è arrivato a conclusione, e ora si sta procedendo al completamento della raccolta delle informazioni richieste. Ad oggi lo Ior ha bloccato i conti di 1.329 clienti individuali e di 762 clienti istituzionali in attesa che vengano forniti tutti i dati richiesti. A seguito del processo di verifica e a far data dal 30 giugno 2014, ha chiuso i rapporti con circa 3mila clienti, e ora ammette ad operare solo istituzioni cattoliche, ecclesiastici, dipendenti o ex dipendenti del Vaticano titolari di conti per stipendi e pensioni, nonché ambasciate e diplomatici accreditati presso la Santa Sede.

Da leggere nella prospettiva di dare un’accelerazione al processo di riforma anche la decisione del Consiglio di Sovrintendenza di definire più precisamente le categorie di clienti dell’Istituto. «All’inizio del mio mandato ho ribadito più volte che avrei perseguito con tolleranza zero ogni attività sospetta – dichiara von Freyberg -. Abbiamo attuato le nostre riforme in questo spirito e non solo abbiamo migliorato notevolmente le procedure per rendere l’Istituto più sicuro e trasparente, ma abbiamo anche messo il suo “proprietario” in condizione di agire sulla base di fatti. Negli ultimi mesi, questo processo doloroso ma assolutamente necessario ha posto le basi per un nuovo futuro dello Ior quale gestore di servizi finanziari completamente ed esclusivamente dedito a servire la missione della Chiesa Cattolica».

A Ernst von Freyberg e all’intero Consiglio, Ronaldo Schmitz, Carl Anderson, Antonio Maria Marrocco, Manuel Soto Serrano nonché al Direttore generale Rolando Marranci e al suo staff è andato il ringraziamento del cardinale Pell «per la grande dedizione rivolta all’obiettivo di fornire servizi finanziari sicuri e professionali alla Chiesa e di realizzare i miglioramenti necessari alla prosecuzione di tale servizio. Con la conclusione della Fase I del processo di riforma – ha continuato – siamo ora in grado di avviare l’Istituto verso la seconda fase di riforme sotto una nuova direzione».

8 luglio 2014

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