IUC: Lonquich indaga i misteri di Schumann

Si conclude il 20 novembre il progetto dedicato al grande compositore romantico, ideato dall’Istituzione Universitaria dei Concerti di Francesco d’Alfonso

Più che un omaggio a Robert Schumann in occasione del bicentenario della nascita, si tratta di una vera e propria full immersion quella che l’Istituzione Universitaria dei Concerti ha ideato al fine di indagare a fondo la musica e la personalità del musicista che più completamente ha incarnato ideali, tormenti, aspirazioni e disillusioni del Romanticismo. Il titolo del progetto, iniziato il 16 novembre, è evocativo: “Robert Schumann: poesia ossessione silenzio”. Una ricerca nei misteri insondabili dell’arte che permeò tutta la vita del musicista, fino al tentativo di suicidio e alla follia in cui precipitò negli ultimi anni.

Il pianoforte del grande Alexander Lonquich concluderà sabato 20 alle 17.30, nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza, questo progetto realizzato dalla IUC in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia de La Sapienza, il Centro Diurno Villa Lais della Asl Rm C e l’Associazione culturale Orma Fluens.

Lonquich, celebre in tutto il mondo come concertista e per la sua intensa attività didattica, il 20 novembre suonerà da solista e in diverse combinazioni con altri eccellenti musicisti: la pianista Cristina Barbuti, il clarinettista Alessandro Carbonare e la violista Hanna Weinmeister.

Il concerto inizierà con “Märchenbilder” op. 113 per viola e pianoforte; poi le mani di Lonquich e della Barbuti faranno ascoltare il primo e l’ultimo pensiero affidati da Schumann al pianoforte: le “Polacche” scritte a 18 anni e il cosiddetto “tema degli spiriti”, che il musicista affermò di aver ricevuto dalle anime di Schubert e Mendelssohn pochi giorni prima del tentativo di suicidio, che segnò l’inizio della sua follia. Le bozze del “tema degli spiriti” furono ampliate da Johannes Brahms, legato al più anziano maestro da un sincera e profonda ammirazione, nelle “Variazioni” op. 23 per pianoforte a quattro mani, unico pezzo non schumanniano in programma.

Lonquich interpreterà da solo le fantastiche e ironiche pagine di “Papillons” op. 2; poi, affiancato di da Alessandro Carbonare, da Hanna Weinmeister o da entrambi, eseguirà alcune affascinanti raccolte di Schumann, “Fantasiestücke” op. 73 e “Märchenerzählungen” op. 132, in cui vibra la sua romantica passione per il fantastico e il fiabesco.

19 novembre 2010

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