La Chiesa e l’opzione per i poveri, questione «di cuore ed esperienza»

Presentato il libro del cardinale Müller che tratteggia l’ecclesiologia di Francesco. L’arcivescovo Maradiaga: «La comunità ecclesiale deve tornare a essere samaritana». Gutiérrez: «Uscire da sé» di Daniele Piccini

Circa un anno fa, durante la sua prima udienza pubblica con gli operatori della comunicazione, Papa Francesco spiegava la scelta del suo nome e il suo ideale di Chiesa «povera per i poveri». Ora, un libro del neo cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana a cura di Pierluca Azzaro, e presentato ieri, martedì 25 febbraio, presso la Sala San Pio X, prende in carico quell’ideale e ne declina il senso, attraverso una prefazione dello stesso Papa Francesco, raccogliendo testi inediti e articoli del cardinale Müller già pubblicati, e avvalendosi infine dei contributi di Gustavo Gutiérrez, fondatore della Teologia della Liberazione, e del teologo Josef Sayer.

«Povera per i poveri. La missione della Chiesa» è un libro «ricco di contributi», come lo ha definito padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, dal quale emerge tutta la «tensione di Müller verso i poveri», tanto che la «sua riflessione teologica è integrata con i problemi della povertà nel mondo»: una visione complessiva che scaturirebbe dal «sodalizio Müller-Gutierrez». Si tratta di un libro polifonico, secondo una definizione “musicologica” di monsignor Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras). «Questo volume è una sinfonia in cui emergono 4 solisti di grande capacità teologica e umana. Il primo violino è Papa Francesco che ha scritto il Prologo. Ma viene da chiedersi perché il capo della Dottrina della fede scriva un libro con uno il fondatore della Teologia della Liberazione, Gustavo Gutiérrez? Senza di lui Müller non sarebbe mai arrivato ai contadini delle Ande e ai quartieri poveri di Lima. Müller ha sperimentato che per comprendere la realtà dei poveri bisogna vivere tra di loro. L’opzione per i poveri è questione di cuore ed esperienza, più che di comprensione dai libri». Una missione a 360 gradi quella della Chiesa, perché la povertà non è solo economica. «La Chiesa – ha concluso monsignor Maradiaga – ha una missione liberatrice verso tutto ciò che è oppressione nell’essere umano, povertà e peccato. La Chiesa deve tornare ad essere samaritana».

L’autore di “Teologia della rivelazione” (1971), Gustavo Gutiérrez, ha spiegato la parabola del samaritano. «Alla fine di questa narrazione, Gesù domanda chi dei tre passanti è il prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti. Ma all’inizio la questione era “chi è il mio prossimo?”. Qual è il senso di questo cambio? Il prossimo non è la persona vicina, ma colui al quale ci avviciniamo. Non abbiamo prossimi, li facciamo, mediante gesti e impegni che ci rendono vicini a coloro che sono lontani. Il prossimo non è tanto la persona che incontriamo nel nostro cammino ma quella a cui andiamo incontro lasciandolo. Questa parabola è molto esigente. Perché è facile dire che i prossimi sono quelli della mia famiglia o del mio Paese. Ma la questione è andare lontano. Il senso della Chiesa samaritana è una Chiesa in movimento di uscita da sé».

Il cardinale Müller ha ripercorso alcune vicende autobiografiche che hanno fatto maturare la sua sensibilità verso i poveri. «Il termine “povertà” del titolo è legato alla mia biografia. Non vengo da una famiglia povera ma certo non navigavamo nell’oro. Mio padre era un operaio della Opel. Per noi del secondo dopoguerra i poveri erano quelli che il conflitto aveva mutilato nell’anima e nel corpo. Da giovane, poi, maturava in me la consapevolezza che la povertà spirituale meritava di essere curata come l’altra. Poi, nella metà degli anni ’80, a Lima, insieme al mio amico Gutiérrez, conobbi davvero i poveri». Di fronte alle nuove forme globali di povertà, intatta rimane la forza emancipatrice del Vangelo. «Oggi l’adorazione del vitello d’oro – ha concluso il porporato – ha trovato espressione nella brama di potere che genera nuove povertà di dimensioni mondiali. Ecco perché il Vangelo è un messaggio di gioia per i poveri e per chi è dimenticato».

26 febbraio 2014

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