La coppia di fronte alla decisione di sposarsi

di Angelo Peluso

La famiglia è come un palcoscenico sul quale accadono eventi centrali nella vita di ciascuno – come la nascita, l’amore, la rivalità e la morte, e dove si consuma gran parte della commedia umana…; in un certo senso il matrimonio offre a ciascuno la possibilità di divenire narratore della propria storia, di raccontarsi attraverso una serie di scelte grandi e piccole che diventano importanti e significative in quanto inserite in una trama.

La giovane coppia che si prepara a costruire una nuova famiglia deve affrontare una salita che parte dalla propria storia personale, ma che riguarda anche gli aspetti della vita quotidiana apparentemente banali.

Oggi assistiamo alla nascita di rapporti affettivi che di “affettivo” hanno molto poco : scelte approssimative basate sull’interesse occasionale o su presunte certezze dedotte dall’iniziale attrazione sessuale.

Se è vero che “il valore” è un qualcosa per cui l’individuo sopporta sacrifici ed è pronto a impegnarsi senza compromessi, possiamo allora dire che pensare a una vita insieme è un processo mentale in cui i due partner impegnano qualcosa che va al di là delle loro stesse persone.

Le nostre vite sono piene di ruoli: il ruolo ricoperto nel lavoro, i ruoli che ci vengono assegnati nell’ambito dei diversi compiti familiari come genitori, figli, madri o padri; i ruoli che ricopriamo all’interno dei gruppi sociali. Potersi definire “esseri sociali” è proprio in relazione alla capacità di entrare in questi abiti diversi che le varie circostanze ci richiedono. L’individuo moderno è una persona “abitata” da sempre nuovi ruoli sociali e da modelli di riferimento in cui sono presenti codici comportamentali che rischiano talvolta di “scinderlo”, qualora non ci sia una personalità capace di fare delle scelte in armonia con i propri valori.

Sta proprio nel progetto comune di essere in due nella gioia e nel dolore che deve nascere la forza di condividere la vita quotidiana ed i suoi altalenanti momenti.

In tutte le storie d’amore, sin dal primo appuntamento, si confrontano due visioni del mondo che spesso non vengono manifestate apertamente per il timore che l’altro possa rifiutarci; il tentativo di adattarsi all’altro per farsi strada nel suo cuore, nasconde quasi sempre, però, la riserva di portarlo dalla nostra parte quando le condizioni saranno mature.

L’altro deve essere un protagonista del romanzo della nostra vita il che porta a scrivere una trama comune con una scenografia da trasmettere ai figli e alla comunità sociale ( che ha molto da guadagnare da esempi di positività). Quello che rende affascinante questo romanzo è il disegno misterioso che porta due persone sulla stessa strada e crea le premesse a un incontro d’amore che non è chiuso verso la realtà, ma è un patrimonio dell’intera umanità.

Ogni coppia ha una sua funzionalità (o una disfunzionalità) unica come il nostro patrimonio genetico: questo ci vieta di fare generalizzazioni e di impartire conseguenti lezioni di come essere felici per sempre, tuttavia è anche vero che le storie d’amore sono un patrimonio dell’umanità e ne siamo tutti diretti o indiretti protagonisti.

Il vero amore pertanto dovrebbe essere un incontro e un addio: la inebriante emozione porta a una complicità magica e quindi prepara l’individuo a staccarsi gradualmente dal passato per affrontare il futuro da adulto.

Prima di affrontare il matrimonio, la giovane coppia deve essere guidata a saper cercare il giusto equilibrio che la porterà a trovare sempre l’armonia tipica del windsurf, dove una volta trovato il coordinamento tra vento, vela, tavola si diventa una farfalla libera nel mare!

Prima di entrare in Chiesa, perciò, ogni partner deve aver superato almeno parzialmente i propri eventuali conflitti interiori e guardare al matrimonio con la convinzione di scrivere una nuova pagina.

Essere coppia deve essere un’avventura piacevole, di valorizzazione vicendevole, di rispetto alle proprie storie di vita, di benevola accoglienza anche dei propri limiti e contraddizioni. Per questo far trionfare l’amore significa accogliere la storia completa dell’altro, avere una adeguata soglia di tolleranza, accettare la diversità dell’altro come fonte di energia al cammino sulla stessa strada, saper affascinare con l’imprevedibilità, recitare sul palcoscenico della vita in due con una trama non prefissata.

Dare “un significato” profondo alla gioia di essere in due, significa fortificare la coppia da ogni possibile crisi. Per questo un punto fondamentale – su cui si riflette poco – è aiutare la coppia a sapere pregare insieme, a rendere sempre visibile la presenza di Dio in mezzo a loro e vivere come festa continua il matrimonio. Camminare insieme sulla stessa strada, nel rispetto della diversità di ognuno, ma con un’unica Luce che illumini il cammino.

3 ottobre 2008

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