“La gioia del Sì”, i fidanzati incontrano Francesco

Venerdì 14 febbraio l’inedita iniziativa mondiale in piazza San Pietro con circa tremila romani. Iscrizioni fino a mercoledì 12. L’arcivescovo Paglia: «Il matrimonio è l’inizio di un cammino» di Emanuela Micucci

Ventimila «Sì per sempre». Tanti sono i fidanzati provenienti da oltre 20 nazioni, tra cui circa 3mila romani, che festeggeranno San Valentino con Papa Francesco, venerdì 14 febbraio. «Un numero assolutamente imprevedibile visto che si tratta pur sempre di un giorno feriale», spiegano al Pontificio Consiglio per la famiglia che ha organizzato l’incontro, il primo di un Pontefice con i fidanzati. Riscuotendo adesioni così numerose che i 7.500 posti nell’Aula Paolo VI, che avrebbero dovuto accogliere i fidanzati, si sono rivelati insufficienti. L’ultimo giorno utile per iscriversi, il 30 gennaio, erano arrivate già 15mila adesioni, salite a 17mila in questi giorni. Tanto che si attendono almeno 20mila fidanzati. Così, l’incontro è stato spostato in piazza San Pietro, che sarà aperta dalle 9. E le iscrizioni sono ancora possibili fino a mercoledì: per le coppie di fidanzati della diocesi di Roma è sufficiente inviare una mail al Centro per la pastorale familiare (luca.pasquale@vicariatusurbis.org), per tutte le altre a events@family.va. L’accesso in piazza è gratuito e senza biglietti, ma occorre comunque iscriversi.

Un primo momento, alle 11, sarà dedicato alla musica e alle testimonianze sulle gioie e le fatiche di sposarsi di coppie di fidanzati italiani e di altri Paesi. In attesa dell’arrivo, alle 12, di Papa Francesco che dialogherà con gli sposi promessi su «La gioia del Sì per sempre», tema dell’incontro. Concluderà la mattina una preghiera dei fidanzati appositamente composta per l’udienza. Tutte le coppie torneranno a casa con una sorpresa: un regalo del Pontefice. A suggellare un incontro tra un Papa e i fidanzati che non ha precedenti in Vaticano. Benedetto XVI, infatti, li aveva incontrati nel 2011, ma ad Ancona durante il Congresso eucaristico nazionale.

«Oggi il matrimonio è visto come il compimento di un cammino, un punto d’arrivo, quando i singoli individui sono economicamente pronti e maturi – spiega l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia -. In realtà il matrimonio è l’inizio di un cammino, il punto di partenza in comune. L’unione non ci indebolisce ma, anzi, ci rafforza». Una scelta di vita che non è passata di moda, malgrado le difficoltà, di fronte a una cultura che privilegia l’io al noi, i diritti dell’individuo a quelli della famiglia. Basta vedere l’elevato e inatteso numero di adesioni all’incontro. Fidanzati non solo da Roma e dall’Italia, ma anche dall’Europa, e da Gibilterra, Madagascar, Congo, Isole Mauritius. Oppure basterebbero i freddi dati statistici: quel 75% di giovani che sogna il matrimonio e spera di sposarsi con una persona con cui restare tutta la vita. «Non so se sia un’inversione di tendenza – osserva padre Angiolino Arrighini, parroco del Sacro Cuore di Cristo Re in Prati -, ma quest’anno il gruppo della preparazione al matrimonio si è formato in poco tempo, invece lo scorso anno i fidanzati erano così pochi che non l’abbiamo svolto in parrocchia. Anni fa al contrario organizzavamo anche due corsi durante l’anno. Abbiamo iniziato domenica 9 febbraio, anticipando gli incontri, proprio perché il 14 andremo all’udienza di Papa Francesco, una proposta a cui i fidanzati hanno risposto con un entusiasmo imprevedibile. Poi in parrocchia rifletteremo sulle sue parole».

10 febbraio 2014

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