«La passione per Dio anima della scienza»

L’inaugurazione dell’anno accademico della Cattolica con la Messa celebrata dal vescovo Crociata. Il rettore Ornaghi: serve «nuovo slancio creativo» di Daniele Piccini

A dispetto dei quasi novant’anni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il rettore Lorenzo Ornaghi, pronunciando giovedì scorso (26 novembre 2009) il discorso inaugurale per il nuovo anno accademico della sede romana, ha esortato l’ateneo a «tentare un nuovo slancio creativo». Innanzitutto per il bene del Paese. «È indispensabile – ha spiegato – tornare a bene operare. Il bonum commune non è un orizzonte spostabile secondo convenienze ma è la sola strada che abbiamo dinanzi per bloccare e invertire ogni processo di decadimento nel nostro Paese».

Quella «creatività» evocata da Papa Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in veritate serve alla stessa università fondata da padre Agostino Gemelli nel 1921. «L’azione culturale dei cattolici – ha proseguito Ornaghi – è indispensabile per preparare la classe dirigente del domani, per rendere significativa la presenza del cattolicesimo nella vita dell’Italia e dell’Europa». Deve osare uno «slancio creativo» anche la facoltà di Medicina e chirurgia, dove le «forche caudine dei test di ammissione» impediscono a giovani e religiosi di «esercitare la professione di medico». E serve infine un rinnovato «slancio creativo» per affrontare la questione educativa, richiamata dal Pontefice nella Lettera alla diocesi di Roma del gennaio 2008. «Come stiamo dotando i nostri studenti di quella consapevolezza antropologica che, sola, rende il medico formato dalla nostra università un medico cristianamente al servizio dell’uomo?», ha chiesto il rettore.

Proprio per venire incontro sempre di più alle esigenze degli studenti, il preside della facoltà di Medicina e Chirurgia Paolo Magistrelli ha annunciato «una consistente revisione della didattica, che sfrutti appieno le potenzialità delle aule virtuali e dell’e-learning». Nella sua prolusione Walter Ricciardi, professore di Igiene generale e applicata alla Cattolica, ha indicato nella centralità del malato la via per risolvere le grandi sfide che attendono la medicina. «È necessario focalizzarsi sui problemi dei pazienti – ha dichiarato -, non solo sulle esigenze dei professionisti e delle organizzazioni».

Il futuro dell’Università cattolica poggia comunque su basi già solide. Soltanto a Roma i 6.420 studenti (di cui 1.001 iscritti al primo anno) possono contare su un corpo insegnante di ben 1.020 docenti, tra professori di ruolo, di prima e seconda fascia; i ricercatori sono 478. Un ateneo, ha rivendicato Ornaghi, che non dimentica la sua vocazione «pubblica e popolare». Nell’anno accademico 2007-2008 sono stati esonerati dal pagamento delle tasse di iscrizione 3.700 studenti. In 6mila hanno usufruito di agevolazioni, esoneri parziali o contributi rettorali riservati a studenti lavoratori o con famigliari disabili. In tutto ciò consiste la «sfida» dell’Università Cattolica, ha ricordato il segretario generale della Cei, il vescovo Mariano Crociata, durante l’omelia della Messa per l’inaugurazione: «Fare della passione per Dio l’anima della passione per la scienza, per la cura di chi è malato, per il benessere pienamente umano di ogni persona».

Alla celebrazione, tra le molte personalità politiche e religiose, era presente anche il sindaco Gianni Alemanno che durante la Messa ha perso i sensi, procurandosi una contusione alla gamba destra e alla mano sinistra. La causa, a detta del medico Adolfo Panfili: un semplice «abbassamento degli zuccheri». Tanto che, dopo gli accertamenti, il sindaco è tornato ai suoi impegni istituzionali.

30 novembre 2009

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