L’Acr dal Papa con una Carovana di pace

Domenica 29 gennaio, all’Angelus, il tradizionale lancio delle colombe dallo studio di Benedetto XVI (FOTO), che ha invitato i ragazzi dell’Azione cattolica a «portare dappertutto la pace di Gesù» di Luca Passalacqua

«Cari ragazzi, anche quest’anno avete dato vita alla Carovana della pace. Vi ringrazio e vi incoraggio a portare dappertutto la pace di Gesù», ha detto il Pontefice al termine dell’Angelus di domenica 29 gennaio dal suo studio. In piazza San Pietro, i ragazzi dell’Azione Cattolica di Roma con i loro educatori, assistenti e responsabili, a cominciare dal presidente diocesano Benedetto Coccia. Presenti anche l’assistente nazionale monsignor Domenico Sigalini e don Dino Pirri, assistente nazionale dell’Acr.

Al fianco del Santo Padre, alla finestra del suo studio, c’erano due bambini della parrocchia di Santa Rita da Cascia, Aldo e Noemi, che, prima del tradizionale lancio delle colombe, ha letto un messaggio a nome dell’Acr di tutta Roma: «Ti chiediamo di pregare insieme con noi per i nostri genitori, educatori e sacerdoti, affinché ci formino ad essere testimoni ed operatori di pace. Ricordati sempre che l’Acr di Roma ti vuole tanto bene».

E con la liberazione in volo delle due colombe, come segno di pace per la città di Roma e per il mondo intero, l’Azione cattolica dei ragazzi di Roma ha concluso il tradizionale appuntamento della Carovana della pace che vede protagonisti gli stessi ragazzi insieme alle proprie famiglie, educatori e sacerdoti.

Per la manifestazione si sceglie gennaio perché è il mese della Pace e l’associazione offre un cammino per riflessioni e confronti sul tema. Più volte il Papa, in vista dell’evento, ha incoraggiato i ragazzi a impegnarsi responsabilmente nella pace, nella maggiore sensibilità verso chi ha bisogno di aiuto, tenendo sempre come esempio Gesù, che «non lasciava nessuno solo con i suoi problemi, ma lo accoglieva sempre, condivideva le sue difficoltà, lo aiutava e gli donava la forza e la pace di Dio».

Domenica, partendo da Castel Sant’Angelo, hanno sfilato in corteo fino a San Pietro per l’incontro con il Papa oltre duemila partecipanti che hanno fatto “sentire” la loro voglia di pace. Tra questi, per la prima volta, anche una nutrita delegazione dell’Unitalsi, che ha ricambiato l’invito proponendo, ina una sorta di gemellaggio con i piccoli dell’Azione cattolica, la partecipazione all’iniziativa in programma per il 22 aprile intitolata proprio “Bambini di pace”.

A causa delle nuove disposizioni comunali che vietano cortei al centro di Roma, non c’è stata la tradizionale Carovana, che ha sempre visto l’Acr cominciare la manifestazione da piazza Navona. Canti e giochi, organizzati dall’équipe diocesana, hanno comunque animato la mattinata con un divertente percorso all’interno del giardino del Castello. Durante la manifestazione è stata data notizia della morte dell’ex presidente della Repubblica italiana, Oscar Luigi Scalfaro, ricordato «come uomo sempre vicino fin da giovane all’associazione, di cui fieramente portava il distintivo».

Presenti all’evento anche alcune parrocchie in cui sta nascendo l’associazione. Lo slogan di quest’anno è stato “Fermati e fai pace”. «È una testimonianza alla città di Roma nel cominciare a volere la pace – dichiara Benedetto Coccia -. Abbiamo riflettuto sul messaggio del Santo Padre: la pace è un dono di Dio e va richiesta con la preghiera ma è anche un’opera che va costruita quotidianamente da noi uomini».

«La ricerca della pace non è riservata a pochi, ma è per tutti. I ragazzi sono i veri protagonisti della pace, sperimentano percorsi formativi insieme ad iniziative di solidarietà», afferma Marco Caporicci, responsabile diocesano Acr. «In particolar modo quest’anno, i ragazzi dell’Acr sono impegnati in un’azione concreta rivolta al Centro Qalauma, in Bolivia. Il Centro offre un’alternativa al carcere ai ragazzi minorenni, accogliendoli e aiutandoli a cambiare e a reinserirsi nella società». In particolare, il sostegno dell’Acr è mirato ad aprire una sezione femminile, in modo da offrire anche alle ragazze le stesse possibilità.

30 gennaio 2012

Potrebbe piacerti anche