L’alienazione accanto a tre penne famose

Al Politecnico la storia parallela a quella della letteratura alta. Protagoniste: 3 compagne di vita degli autori di Toni Colotta

C’è una storia parallela a quella della letteratura “alta” e riguarda le compagne di vita dei protagonisti, sulla cui personalità hanno pesato non poco. Osservandole, Cristina Mascitelli ha notato, trasecolando, che un buon numero sono uscite di senno, clinicamente pazze insomma. E ne ha messe insieme tre, vissute infelici fra ’800 e ’900: le mogli di Puskin, Salgari ed Eliot. In un’originalissima composizione scenica intitolata «Villa Follia», arieggiando un’immaginaria casa di cura nella quale si pratica la “teatroterapia”. Tre ricoverate rivivono le rispettive esistenze muliebri, separate nel tempo e nello spazio, ma abbastanza emblematiche da far riflettere sulle possibili circostanze comuni che le condussero da mogli all’alienazione letale. La poetica tragicità degli eventi viene stemperata in un clima di ironia straniante che finisce col sedurre, specie quando trasmoda in delicata comicità. Come quando si evocano le avventure inventate da Salgari. Sul palcoscenico del Politecnico, molto del merito va alla regia di Anna Teresa Eugeni, che recita anche con gusto insieme a Veruska Proshina, Michela Caruso e alla stessa autrice.

5 febbraio 2006

Potrebbe piacerti anche