L’allarme di Marino: «Non sappiamo più dove mettere i rifiuti»

In Procura, dove è rimasto per due ore, il sindaco chiede una proroga per gli impianti di Malagrotta “congelati” dalla magistratura a seguito dell’inchiesta sul proprietario, Manlio Cerroni di R. S.

È rimasto negli uffici della Procura della Repubblica per ben due ore. Il sindaco Ignazio Marino ha parlato con il procuratore Giuseppe Pignatone di rifiuti, dell’ennesima emergenza. E parte il conto alla rovescia: «Tra qualche giorno non saprò dove mettere i rifiuti» ha detto il sindaco preoccupato. La soluzione, per Marino ci sarebbe: conferire i rifiuti negli impianti di Malagrotta di proprietà di Manlio Cerroni. Marino è stato drastico: «Siamo in una situazione di stallo totale. Ho esternato le mie preoccupazioni al procuratore affinché mi venga indicata una strada per uscire da questo “scacco matto” di giurisprudenza: il 26 maggio scade l’ordinanza che ho firmato e non saprò dove conferire i rifiuti».

Il sindaco ha chiesto di fatto ai magistrati una liberatoria che gli consenta di conferire immondizia negli impianti di trattamento di Malagrotta. I Tbm in questione sono stati “congelati” a seguito di un’inchiesta giudiziaria scoppiata nei mesi scorsi. Nonostante questo, Marino a febbraio ha firmato un’ordinanza che permette ai camion dell’Ama di portare ogni giorno negli impianti più di 1500 tonnellate di immondizia. Altre 600 tonnellate vengono trattate, poi, nel tritovagliatore, sempre di proprietà di Cerroni. «Io non voglio muovermi nell’illegalità e tanto meno voglio riaprire Malagrotta – ha detto Marino -. Io vorrei sapere in quale direzione mi devo muovere. Qualcuno me lo deve dire. Non voglio arrivare senza una soluzione al 26 di maggio».

4 aprile 2014

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