Lanzillotta e la musica, un amore a prima vista

Il giovane direttore con la sua orchestra Roma Sinfonietta sarà il protagonista, domenica sera, della rassegna “Musica d’estate al Laterano” di Valentina Lo Surdo

«Il mio sogno più ambizioso? Essere presente quel giorno in cui la cultura balzerà in primo piano nel nostro Paese». Parole chiare dal giovane direttore d’orchestra Francesco Lanzillotta, con un auspicio ben oltre l’orizzonte del suo giardino privato: «È un percorso difficile quello che ho scelto, ma sono un ottimista di natura». Domenica 19 luglio sarà proprio questo musicista caparbio, nato a Roma nel 1977 e innamorato di Claudio Abbado, il protagonista della rassegna “Musica d’estate al Laterano”. Alla guida dell’orchestra Roma Sinfonietta, Lanzillotta presenterà nel cortile del Palazzo Lateranense (ore 20.30, ingresso libero) l’“Ouverture Coriolano” e la Settima Sinfonia beethoveniana, «da affrontare senza quei timori reverenziali che ci inculcano in Conservatorio». Ad introdurre la serata, “Pastoral d’été” di Arthur Honegger, «perfetto per iniziare, così delicato nel rappresentare tutti i colori del giorno attraverso i diversi timbri dell’orchestra, cangiando dall’alba al tramonto».

Figlio d’arte, dopo il diploma in direzione d’orchestra al Conservatorio di Santa Cecilia, Lanzillotta si è perfezionato presso il Bard College di New York e a Madrid con George Phelivanian. Ma è anche molto attivo come compositore, vincitore tra l’altro del prestigioso Concorso Internazionale Bucchi nel 2005, «sebbene sin da piccolo non abbia desiderato altro che fare il direttore d’orchestra». Consapevole di rappresentare un’eccezione, data la scarsezza di giovani bacchette italiane di successo, ha un’idea precisa su come affrontare la carriera. «Sono un sostenitore della qualità. Spesso quando si parla di cultura si tende paradossalmente a mettere in secondo piano proprio la qualità, poiché appare già miracoloso compiere operazioni culturali. Ma non bisogna far le cose tanto per farle: l’importante non è fare, ma fare bene». E questo vale anche per i giovani: «Un giovane direttore può dire di no…meglio rinunciare a occasioni mediocri, non fanno bene né ai musicisti, né a chi ascolta».

Lanzillotta si riferisce all’«effetto boomerang» determinato da scadenti esecuzioni, che creano disorientamento in un pubblico già abbastanza lontano dalla musica classica, «non messo in condizione di cogliere la differenza tra un prodotto realmente artistico e uno che non lo è». Una situazione acutizzata nell’ambiente delle orchestre, dove i musicisti il più delle volte sono esasperati dal poco lavoro e dai piccoli stipendi, dove può capitare di giungere al concerto «dopo aver tirato via appena una prova». Un circolo vizioso, che genera negli orchestrali «perdita di entusiasmo, di interesse, abbassando inevitabilmente il livello musicale». Secondo Lanzillotta la cura per questo malanno è da ricercare nel modo con cui «ognuno di noi si concentra sul proprio lavoro. L’unica cosa di cui mi preoccupo è farmi trovare preparatissimo, studiando nei minimi dettagli, a memoria».

E poi è fondamentale il carattere, l’onestà: «Si può essere più o meno apprezzati come artista, ma essere messi in discussione come persona è un’altra cosa». È per questo che ha creato l’Orchestra Giovanile di Roma, «formata da 25 bravissimi musicisti, scelti prima di tutto per le qualità umane». Requisito fondamentale: la motivazione.

17 luglio 2009

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